Servizio di copertina – CORRADO CALABRO’. E’ QUESTO IL GRANDE PORTONE

L’articolo riprodotto su Primaonline.it è un estratto di quello pubblicato nel numero 368, Dicembre 2006, di ‘Prima Comunicazione’


Scommettere sull’innovazione, sulla tivù digitale terrestre e la banda larga è l’unico modo per dare una scossa a editori e giornalisti, e farli uscire dall’impasse che stanno vivendo. Lo sostiene Corrado Calabrò, presidente della Autorità  per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom).
“Deve essere chiaro che il digitale non è una prospettiva lontanà . È un domani che si chiama oggi”, afferma Calabrò. “Qualsiasi data venga indicata dal governo non sarà  rispettata se il periodo intermedio non sarà  utilizzato in maniera efficiente. Non si improvvisano dall’oggi al domani palinsesti e programmi, e quindi anche un’informazione, adatti al digitale”.
Una delibera approvata a fine novembre dall’Agcom stabilisce che il 40% della capacità  trasmissiva dei multiplex digitali di Rai, Mediaset e Telecom Italia dovrà  essere assegnata tramite una gara. “Questa non è stata una scelta di second’ordine”, afferma Calabrò, “ma una decisione per far entrare gli editori non dalla porta di servizio del digitale, ma proprio dal portone principale. Nell’accesso al digitale sarà  infatti considerato titolo preferenziale la qualità  dei contenuti offerti. In questo senso, il mondo dell’editoria tradizionale può fornire una qualità  già  consolidata. È una strada che può indubbiamente rivitalizzare il settore”.
Per aiutare gli editori ad uscire dall’immobilismo occorrono, secondo il presidente dell’Agcom, nuove norme e incentivi: “Le leggi che hanno assegnato incentivi tecnologici per la stampa sono decisamente molto datate, non corrispondono più alla realtà . Oggi le nuove rotative sono il digitale. E per il digitale è necessaria un’incentivazione che non favorisca l’una o l’altra piattaforma, che sia cioè neutrale a livello tecnologico. Purtroppo nella Finanziaria c’è uno stanziamento minimo per la banda larga, che non corrisponde a una effettiva incentivazione”.
“La riforma legislativa deve puntare più decisamente sulla costruzione della fase di passaggio al digitale terrestre”, prosegue Calabrò. “Non si può aspettare passivamente il cambiamento. In Francia lo switch off avverrà  come in Italia nel 2012, ma già  nel 2008 il Paese transalpino sarà  coperto a macchia di leopardo. Ciò significa che il digitale sarà  già  realtà  nella parte più viva della nazione. È cosi che ci si prepara al passaggio, non aspettando l’ultimo giorno. Da noi c’è qualcuno che ha questa tentazione”.

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