Istituzioni e partiti – Ds. Sveglia compagni!

L’articolo riprodotto su Primaonline.it è un estratto di quello pubblicato nel numero 368, Dicembre 2006, di ‘Prima Comunicazione’


I malumori dei diessini sulla Rai sono la cartina di tornasole dei rapporti sempre più difficili con Prodi e i leader della Margherita, i loro promessi sposi nel partito democratico
La sede dei Ds a via Nazionale pare, in questi giorni, una fortezza sotto assedio. Con ponti levatoi che si alzano se alle viste c’è qualche amico ma che poi subito si rinserrano perché al di là  delle mura c’è un’aria gravida di ombre e di più che sospettabili maneggi. Impalpabili poi mica tanto perché i Ds che stanno di vedetta non considerano poi tanto peregrina l’idea che Romano Prodi da un lato e i cugini della Margherita di Francesco Rutelli dall’altro stiano manovrando per cercare, in qualche modo, di incravattare Piero Fassino e con lui l’afflato più riformista del costituendo nuovo partito democratico. E giù fiondate. “Vedo un Prodi super attivo, altro che vaso di coccio, che va di gran carriera convinto com’è di poter mettere i Ds in un cul-de-sac nel senso che ormai non si possono più tirare indietro ma non possono nemmeno troppo sgambettare in avanti imbrigliati come sono in un governo che, quanto a spirito riformista, pare una Matrioska”, dice a Prima il diessino Giuseppe Caldarola che cerca di fare il conto giornaliero del dare e dell’avere, molto dare e poco avere, del partito diessino all’interno della coalizione.

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