Il Parlamento e le leggi sulla comunicazione

L’articolo riprodotto su www.primaonline.it è un estratto di quello pubblicato nel numero 366, Ottobre 2006, di ‘Prima Comunicazione’


Riforma della legge Gasparri – A Mediaset hanno subito fatto i conti, e in Transatlantico il centrodestra ha immediatamente alzato le barricate: l’abbassamento dei tetti pubblicitari  orari dal 18 al 16% e il trasferimento entro il 2009 di una rete sul digitale, preludio di quanto nel 2012 avverrà  per tutte le emittenti televisive italiane, porteranno realisticamente un danno economico  pari a un terzo dell’attuale fatturato del gruppo. Si parla di circa 130 milioni di euro, cifra che lascia intendere di quale portata sarà  lo scontro in Parlamento sulla riforma della legge Gasparri.


Sull’argomento consulta i documenti di Primaonline.it: Schema del disegno di legge ‘Gentiloni’ ‘recante disposizioni per la disciplina del settore televisivo nella fase di transizione alla tecnologia digitale’ | Relazione illustrativa del ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni 

Legge Finanziaria 2007 – Decreto fiscale – Ddl 1750 di conversione del decreto legge n. 262 – Nessun ulteriore taglio ai contributi, ma una razionalizzazione delle risorse riservate all’editoria; nuove norme  per le rassegne stampa e ritocchi  ai rimborsi per le radio e tivù locali: questi i tre provvedimenti contenuti nel decreto fiscale che accompagna la legge finanziaria varata dal governo e in discussione alla Camera dei deputati. Si tratta della prima tappa di una più ampia riorganizzazione dell’intero sistema delle provvidenze. Il bilancio del dipartimento Editoria si trova infatti in una situazione che il sottosegretario con delega all’Editoria, Ricardo Franco Levi ha definito ‘critica’.

Intercettazioni – Ddl 1638 e altri – Sarà  con ogni probabilità  un comitato ristretto, istituito dalla commissione Giustizia della Camera, a esaminare e raccordare le varie proposte di legge (ben otto, oltre a quella presentata dal governo) che dettano nuove disposizioni in materia d’intercettazioni telefoniche. Illustrate dal relatore, Lanfranco Tenaglia (Ulivo), tutte le proposte chiedono un inasprimento  delle pene per chi pubblica indebitamente stralci d’intercettazioni telefoniche. Ad esempio, quella del governo prevede una multa che va da 3mila a 18mila euro, in crescita a 10mila e fino a 60mila per le violazioni di particolare gravità  (ad esempio se è reiterata o riguarda dei minori); mentre la proposta presentata da Rifondazione comunista stabilisce per l’editore una multa da 20mila a 100mila euro. Ma in commissione c’è chi non esclude che si possa arrivare anche a sanzioni come la sospensione dall’attività  giornalistica.


Conflitto d’interessi – Atto Camera n. 1318 – È toccato al presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà , e a quello dell’Autorità  per le garanzie nelle comunicazioni, Corrado Calabrò, denunciare sia i limiti della legge Frattini sia quelli della nuova proposta di legge di riforma del conflitto d’interessi presentata dalla maggioranza, primo firmatario Dario Franceschini (Ulivo).

Interpellanze e interrogazioni – Alla fine la questione del piano di accorpamento delle agenzie di stampa attribuito da indiscrezioni  al sottosegretario all’Editoria, Ricardo Franco Levi, è approdata in Parlamento. Con un un’interrogazione a risposta scritta al presidente del Consiglio, Romano Prodi, e al ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, il deputato di Forza Italia Osvaldo Napoli ha chiesto chiarimenti circa l’esistenza o meno del piano segreto  “volto a favorire una riduzione del numero delle agenzie di stampa”, chiedendo una smentita ufficiale.
In attesa della risposta, Levi – intervenendo alla commissione Affari costituzionali del Senato –  ha ribadito che da parte sua “non c’è alcuna intenzione né interesse a ridurre il numero delle agenzie di stampa”. Anche se in Italia, ha aggiunto, sono in numero non indifferente e i fondi a loro riservati dalla presidenza del Consiglio sono insufficienti. Tutte le agenzie di stampa hanno infatti come principale voce di bilancio i fondi pubblici erogati attraverso la convenzione stipulata con Palazzo Chigi.

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