Rubriche – Valium. Si può comunicare un’intera città ? Anna Martini dice di sì

L’articolo riprodotto su Primaonline.it è un estratto di quello pubblicato nel numero 366, Ottobre 2006, di ‘Prima Comunicazione’


Lui e i ‘biondini’, giovani cronisti alle prime armi che galoppano in una Palermo livida e splendente; lui e i morti ammazzati e i malacarne e le buttane; lui e un direttore severo e i colleghi sguinzagliati per la città ; lui e la mafia che alita su tutto e il Sessantotto sul punto di deflagrare: questo racconta Giuseppe Sottile in centosette pagine benedette che compongono un breve romanzo-verità , un racconto spietato, angosciante e pieno di ombre irrisolte di quello che era il mestieraccio del cronista.
Sottile, che a Palermo ha lavorato per più di vent’anni e che oggi cura per Il Foglio l’inserto del sabato, adotta una lingua affilata come un’arma bianca per descrivere e narrare un’isola indicibile e una città  continuamente macchiata di sangue ma non identificabile unicamente in quei rivoli atroci. Ma soprattutto narra il lavoro della redazione piena di fumo e di ansie, di gerarchie durissime e di corvées ancora più dure. ‘Nostra Signora della Necessità ‘ ha poi il coraggio della brevità . Essere brevi significa avere la forza di tagliare di netto qualsiasi autocompiacimento, evitando che l’autore permanga sulla pagina oltre il dovuto annoiando se stesso e chi lo legge. Essere brevi significa anche scegliere con cura il necessario e in questo caso fissare istantanee trucide di un mondo disfatto e insieme immortale: il vero giornalismo al servizio di una vera letteratura.


Anna Martina è direttore della Comunicazione strategica e promozione della città  di Torino: ruolo complicato se ci si vuole applicare in modo non banale e burocratico. Anna Martina ha voluto raccontare come ‘Comunicare la città ‘, come cioè sia possibile – partendo dal caso di Torino olimpica – comunicare un evento mobile qual è appunto una città . La candidatura di Torino alle Olimpiadi invernali del 2006 era stata accompagnata da molte perplessità  che nascevano da ragionamenti onesti ma miopi – Torino è una città  appartata, gelosa di se stessa, quasi permanentemente chiusa nel proprio mondo – e da accuse iettatorie malevole. Torino invece, spiega Martina, “ha individuato nelle Olimpiadi invernali un’occasione fondamentale: non un traguardo, non una felice parentesi, bensì un punto di svolta significativo per lo sviluppo del territorio e una tappa strategica del marketing urbano”.


Anna Martina, ‘Comunicare la città ‘, Bruno Mondadori, E 25,00

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