Agenzie di stampa – Agi. Intervista a Daniela Viglione e Giuliano De Risi

L’articolo riprodotto su Primaonline.it è un estratto di quello pubblicato nel numero 366, Ottobre 2006, di ‘Prima Comunicazione’


È bastato che la presidenza del Consiglio pensasse di rivedere le convenzioni per scatenare le agenzie di stampa alla ricerca di altri mercati offrendo prodotti nuovi. I responsabili dell’Agi dicono: “Se stiamo fermi siamo morti” Le agenzie di stampa italiane sono in affanno. È stato sufficiente che la presidenza del Consiglio accennasse alla possibilità  di rivedere le convenzioni che assicurano l’ossigeno a ognuna di esse, per scatenare ansie all’Ansa, apprensione all’Agi, angustie all’Adnkronos e via a scendere.
Le convenzioni sono segrete, dicono al Dipartimento per l’editoria della presidenza del Consiglio guidato da Franco Ricardo Levi e da Paolo Peluffo, e quindi non è dato sapere quanto e a chi viene dato. Certo si tratta di cifre importanti che se cancellate o anche solo ridotte potrebbero mettere in seria difficoltà  il sistema.

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