Comunicazione e pubblicità  – Com-PA. Intervista ad Alessandro Rovinetti

L’articolo riprodotto su Primaonline.it è un estratto di quello pubblicato nel numero 366, Ottobre 2006, di ‘Prima Comunicazione’


Non è certo destinata a passare sotto silenzio la XIII edizione – 7-9 novembre a Bologna – del Com-Pa, il salone dedicato al problema del rapporto fra comunicazione pubblica e cittadino. Primo, perché quest’anno il confronto sarà  fra quello che, su questo versante, si sta facendo in Italia e negli altri Paesi europei. Secondo, perché, con la brutta aria che oggi tira per i conti dello Stato, pare che – taglia di qui e taglia di là  – siano davvero pochi i soldi che potranno essere destinati alle spese in comunicazione della Funzione pubblica. Un rovello che, del resto, dura dal ’90, quando fu deciso per legge che era un indifferibile diritto del cittadino essere informato e per questo si era deciso di creare delle vere strutture per le relazioni con il cittadino (le Urp) e poi, con la legge 150, dei veri e propri uffici stampa e delle direzioni per la comunicazione.
Cambiare la vecchia cultura burocratese è una grande fatica, e se qualcosa finalmente si è schiodato è certo che non bastano alcune decine di migliaia di addetti alle Urp per soddisfare le esigenze di un ramificatissimo apparato pubblico che, solo per i Comuni, ne ha bisogno di almeno 8mila che funzionino davvero a pieno regime, ed è sempre difficile far capire all’apparato politico che devono anche esistere, nei ministeri come altrove, professionisti dell’informazione che possano lavorare senza etichette di partito sul bavero della giacca.

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