Comunicazione e pubblicità  – Bat. La voce delle multinazionali del tabacco

L’articolo riprodotto su Primaonline.it è un estratto di quello pubblicato nel numero 366, Ottobre 2006, di ‘Prima Comunicazione’


Francesco Valli, amministratore delegato della Bat che tre anni fa ha rilevato l’Ente Tabacchi Italiani, ha davanti a sé una missione quasi impossibile: far dimenticare che sui pacchetti delle sigarette c’è scritto ‘Il fumo uccide’. “Le aziende del tabacco non hanno mai comunicato il loro business, ma è stato un errore che noi oggi non facciamo più”, dice.
“Tutte le aziende del tabacco si stanno accorgendo che non comunicare il proprio business non è il modo giusto per inserirlo all’interno di una società  dove il rispetto della salute ha preso un certo respiro, ma anche le problematiche della responsabilità  sociale sono viste in modo più ragionato rispetto al passato. Noi in Italia abbiamo avuto il coraggio di farlo”, spiega Francesco Valli.
“L’Italia è il più grande produttore europeo di tabacco e sul tabacco da foglia lavorano dalle 150mila alle 200mila persone. Ci sono aree del Paese, come la Campania e l’Umbria, dove il prodotto interno lordo di intere province dipende per l’80% dalla coltivazione del tabacco”, sottolinea l’amministratore delegato di Bat nell’intervista a Prima. “Sentivamo la necessità  di mettere in evidenza queste cifre perché volevamo cancellare qualsiasi ipotesi che fossimo gente arrivata qua per drenare risorse. Dovevamo comunicare un’immagine ben precisa: esperti del tabacco capaci di sviluppare il settore e reinvestire i profitti sul territorio”.

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