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Servizio di copertina – Colao rinuncia, arriva Perricone

L’articolo riprodotto su Primaonline.it è un estratto di quello pubblicato nel numero 365, Setttembre 2006, di ‘Prima Comunicazione’


Ho una scarsa ammirazione per i telefonini, ma non voglio dire con questo che ho poco rispetto per quelli che li maneggiano, li vendono o ci campano. Figuratevi, cari lettori, che quando nell’agosto del 2004 Romitino venne sostituito nella sua carica di amministratore delegato da Vittorio Colao, manager della Vodafone, Prima uscì col suo numero di luglio-agosto di quell’anno con una copertina che diceva: ‘Colao meravigliao! Arriva alla Rizzoli salutato da squilli di tromba e miagolii di violini il nuovo amministratore delegato del Gruppo, Vittorio Colao, di cui si dicono meraviglie’. Mi sembra, insomma, che Prima si fosse molto compromessa nei suoi giudizi a suo favore, caro Colao. Ma quando, appena entrato, lei ha strappato le mostrine di vice presidente della holding dalle spalle di Paolo Mieli e gli ha sequestrato la macchina dell’azienda con autista, allora mi sono fatto persuaso – come dice Montalbano – che lei stava correndo dritto come un rinoceronte contro un massiccio bastione di cemento armato e che lì si sarebbe infranto le corna. E che, insomma, lei era certamente molto genio ma anche un po’ pirla. Lo so che alla scuola manager di tutto il mondo insegnano un solo comandamento: “Vai, guarda i conti, licenzia”. Ma questo è di facciata, è per la pubblicità . Poi bisogna guardare bene dove si mettono le mani, altrimenti si sfila un masso che fa venir giù tutto il palazzo. Ma lei si rende conto a chi ha strappato le mostrine da vice presidente, a chi ha tolto con malogarbo la macchina, e chi è quel signore Piergaetano Marchetti che lei ha cominciato a maltrattare quasi subito? Guardi, mentre lei aspetta che Arun Sarin della Vodafone ci lasci la pelle, le mando una sintesi della carriera di Paolo Mieli.