Rubriche – Fashion Victims. E hanno chiuso pure Karl

L’articolo riprodotto su Primaonline.it è un estratto di quello pubblicato nel numero 365, Setttembre 2006, di ‘Prima Comunicazione’


Prima di scrivere qualsiasi cosa di quello che sto per scrivere, devo fare una riflessione: è brutto cominciare un nuovo anno della moda con la presa d’atto di due chiusure di linee blasonate (Karl Lagerfeld
e Rochas), di una vendita per evitare un fallimento (Tommy Hilfiger), della consapevolezza che il museo della moda non vedrà  mai la luce a Milano e che anche la cittadella della moda tanto annunciata sarà , se ci sarà , come in effetti avevo sempre scritto, una fila di negozietti che vendono abitini. Insomma, se il buon giorno si vede dal mattino, l’autunno inverno della moda 2006/07 si presenta con il cattivo tempo. Brutti segnali per un settore che appare più inflazionato del mercato delle patatine. Ma andiamo con ordine.
Neanche un anno fa, il kaiser Karl Lagerfeld (lo chiamano così perché dicono che sia il più importante degli stilisti, essendo che è una vita che disegna Chanel) ha venduto il suo marchio, che è quello del suo nome, a Tommy Hilfiger, marchio e società  americani che già  erano sull’orlo di una crisi finanziaria. Lo scorso inverno, comunque, la linea Karl Lagerfeld ha debuttato sulle passerelle di New York (a dire il vero, è una vita che il kaiser lancia le sue linee e poi le chiude per insuccesso pervenuto…). E sulle passerelle è rimasta, perché i compratori non l’hanno nemmeno presa in considerazione per i corner dei grandi magazzini: era molto intellettuale e molto cara, dice oggi perfino lui, Lagerfeld. Poi, succede che a giugno Tommy Hilfiger è costretto a vendere a un fondo di private equity, tale Apax Partners. E questi che fanno? Appena viste le carte, zac!, hanno chiuso Lagerfeld. Cioè la sua linea. E che non se ne parli più. Al kaiser nemmeno una preventiva avvertenza: lui l’ha saputo a mezzanotte, mentre era a casa a Parigi a leggere a letto la biografia di Bette Davis… Ora, però, più agguerrito che mai, e viste le voci che circolano anche sulla sua permanenza da Chanel, KL precisa: “Con Chanel ho un contratto a vita, nessuno mi può cacciare finché io non decido di smettere”.

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