Opinioni -Smile. Io sto con gli Zidane

L’articolo riprodotto su Primaonline.it è un estratto di quello pubblicato nel numero 364, Luglio/Agosto 2006, di ‘Prima Comunicazione’


Scrivo all’indomani della finale mondiale dopo una rapida lettura dei giornali. Non voglio certo usare questa rubrica per aggiungere commenti all’evento, ma per lamentare ancora una volta l’uniformità  ,
dei commenti, la banale ripetizione di invecchiate parole d’ordine, di luoghi comuni, di titoli tutti egualmente celebrativi. Come se per vendere copie fosse indispensabile far parte del coro. Su tutte le banalità  svetta l’uniforme condanna della testata di Zidane. Senza quasi accenni alla storia calcistica e umana di Zizu. Non so cosa gli abbia detto Materazzi (ma la scena ridicola dopo la testata mostra di che pasta è fatto l’uomo) ma un uomo non si giudica da un episodio e il passato dei due conta. È per questo che tra gli Zidane e i Materazzi sarò sempre con gli Zidane, anche quando sbagliano. Curioso che nessun giornalista abbia sentito la voglia di uscire dal coro….


Erano anni che Maurizio Costa provava a usare la cassa generata da Mondadori per crescere all’estero. La Borsa da anni gli rimproverava la struttura del capitale inefficiente (in altri termini il fatto che avesse pochi debiti). Anche i dividendi straordinari erano stati solo dei timidi tentativi per rendere efficiente il capitale investito dagli azionisti. Con Emap Mondadori muove un passo (timido peraltro) nella buona direzione. Non sono in grado di dire se sia una buona operazione industriale, ma è certamente un’operazione che ha senso dal punto di vista finanziario. Una primizia in casa Fininvest poco avvezza a ragionamenti di questo genere. Ripeteranno l’esercizio in Mediaset? Endemol è alle porte? Vedremo. Qualcuno ha sentito raccontare da persona informata che Berlusconi autorizzando a Costa la proposta gli abbia detto: “Tanto i francesi non gliela faranno mai comprare…”. Non so se è vero ma è verosimile. Però dobbiamo essere tutti contenti che si sia sbagliato per Mondadori e per l’editoria italiana in generale.


Il compito che ci siamo dati in questa rubrica è anche di rivendicare un certo diritto all’ingenuità .
Diritto che abbiamo esercitato alla massima potenza parlando di riforma del sistema della comunicazione. Dopo un paio di rubriche sull’argomento un amico di un nostro amico lo ha chiamato dicendogli ironico: “Se incontri Smile fagli i complimenti per il notevole realismo delle sue proposte…”. Pur non rinunciando al nostro diritto di essere ingenui dobbiamo riconoscere che si tratta di lusso concesso ai commentatori e non consentito ai ministri. È per questo che le prime mosse del ministro Gentiloni mi sembrano andare nella direzione giusta, sempre ricordando che la politica è l’arte del possibile. In particolare l’intenzione di intervenire sugli affollamenti pubblicitari è la più coraggiosa delle mosse possibili. Staremo a vedere.


Non ho una grande simpatia per Bruno Vespa. Non mi piace soprattutto la sua concezione del mondo guidata dal cinico realismo di chi ha passato la sua vita a Roma. Non sono neanche uno di quelli che pensa che il suo spazio televisivo debba essere ridotto. Penso che ‘Porta a porta’ non dia segni di stanchezza, penso che la formula funzioni e che non ci sia nulla di male a concordare gli interlocutori di un politico importante. Così come penso che la cronaca nera (e quindi Cogne) sia parte importante del giornalismo. Quindi sono d’accordo con il miscuglio di generi. Ma c’è una trasmissione che non perdonerò mai a Vespa: l’ultima ospitata di Vittorio Emanuele di Savoia e di sua moglie con tanto di Silvana Giacobini a rinforzo. Un raro esercizio di cattivo giornalismo, un esercizio apologetico di fronte a un uomo che ha gettato al vento le fortune che la vita gli ha dato per trasformarsi in una maschera farfugliante banalità , accompagnato da una moglie che un pessimo chirurgo plastico ha trasformato in una maschera ancora peggiore, incapace di coniugare due congiuntivi di fila per esprimere un solo concetto sensato. Quando la trasmissione è andata in onda non sapevamo ancora che l’individuo fosse anche un bavoso macho telefonico. Ora che lo sappiamo, ricordando quella trasmissione di ‘Porta a porta’, non ne siamo stupiti. Ma continuiamo a essere stupiti dell’atteggiamento di Vespa. Nel miscuglio di generi ci sta anche l’Oggi o il Gente dei tempi moderni, ma, mi perdonino Vespa e Giacobini (che lo conosceva bene), Edilio Rusconi era ben altro giornalista.

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