Rubriche – Fashion victims. Carla sacrificati per Milano

L’articolo riprodotto su Primaonline.it è un estratto di quello pubblicato nel numero 364, Luglio/Agosto 2006, di ‘Prima Comunicazione’


Se non fossero bastate le vicende passate, c’ha pensato l’ultimo calendario della moda maschile a mettere a nudo quello che coperto già  non era. A calendario discusso, chiuso e comunicato, è bastato che
Giorgio Armani si pentisse di sfilare nella giornata di chiusura di giovedì e decidesse di passare al mercoledì perché tutto precipitasse e da cinque i giorni di sfilate maschili diventassero quattro. Perché, poi, anche Miu Miu si è voluta spostare al mercoledì. Così, alcune sfilate si sono sovrapposte e il giovedì hanno sfilato solo Marithé e Franà§ois Girbaud alle 10 del mattino. E chi vuoi che ci sia andato a vedere la sfilata? Insomma siamo alle solite e alla solita figura di emme: ogni volta che uno stilista decide per sé, la Camera della moda non ha l’autorevolezza per imporre alcunché. Ora, non è una questione personale, figuriamoci: in epoca di ‘re nudi’, non stupisce che la presidenza della Camera della moda sia nudissima. Ma è proprio questo: nessuno, e tanto meno – a quanto risulta – Mario Boselli, pensa che sia arrivato il momento di fare un passo indietro e lasciare la presidenza: è ormai prova provata che non c’è l’autorevolezza necessaria a tenere a bada gli egoismi degli stilisti.
Ci permettiamo di suggerire che, arrivati a questo punto, non ci si può denudare più di così e, per non aspettare che le vicende che si scateneranno sicuramente con il prossimo calendario oltre alle mutande sfilino anche la pelle, si passi subito a eleggere un nuovo presidente. Anzi, una presidentessa: stilisti, aziende, rappresentanti e quanti sedete nel consiglio di amministrazione della Camera della moda, accogliete il grido che arriva dalla base: Carla Sozzani for president! Più che un suggerimento, è un’invocazione a Carla per provare a fare uscire la situazione da questo impasse che, oltretutto, fa deliziare i francesi e tutta la loro puzza sotto al naso. Carla, pensaci e sacrificati. Se ti sta a cuore il futuro della moda a Milano, lo devi fare. Sappiamo che ti costa molta fatica, ma provaci. Te lo chiedono, anche se non hanno il coraggio di dirtelo apertamente, tutti: stilisti, giornalisti e pierre. E non importa se poi ti criticheranno. Ma solo quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare.

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