Televisione – Rai. I numeri di Cappon

L’articolo riprodotto su Primaonline.it è un estratto di quello pubblicato nel numero 364, Luglio/Agosto 2006, di ‘Prima Comunicazione’


Ha ragione Silvio Sircana, il suo portavoce, quando dice che Prodi “ha culo”. Lo ha detto riferendosi alla fortuna di essere il presidente del Consiglio della vittoria italiana ai Mondiali di calcio. Ma forse Prodi non sa di essere stato anche molto fortunato per la nomina di Claudio Cappon alla direzione generale della Rai, una scelta che il presidente del Consiglio ha contrastato fino all’ultimo portando un proprio candidato, Antonello Perricone, amministratore delegato del-l’Editrice La Stampa, contro le scelte di Ds e Margherita, i suoi principali alleati nell’Unione, e finendo addirittura in minoranza. A convincere Prodi che ce l’avrebbero fatta con Perricone era stato Angelo Rovati, imprenditore, ex presidente della Lega Basket, che aveva avuto il prezioso incarico di tenere i conti della campagna elettorale e che adesso segue la partita degli enti per Palazzo Chigi. Raccontano che Rovati pensava di avere in tasca alcuni voti di centrodestra (forse, l’Udc Staderini e Malgieri di An), ma aveva fatto male i conti. La nomina di Cappon, che è l’unico direttore generale della Rai a bissare l’incarico, è stata votata dall’assemblea dei soci Rai (il ministero dell’Economia e la Siae) e ratificata dal consiglio di amministrazione Rai con la sola astensione di Angelo Maria Petroni, consigliere in quota Forza Italia, frutto di un accordo tra centrosinistra e centrodestra abilmente pilotato dal presidente della Rai Claudio Petruccioli. 

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