Televisione – Rai. Leone vice direttore generale

L’articolo riprodotto su Primaonline.it è un estratto di quello pubblicato nel numero 364, Luglio/Agosto 2006, di ‘Prima Comunicazione’


Televideo, ufficio stampa, amministratore delegato di Raicinema e ora vice direttore generale per il prodotto Rai, decisione di Claudio Cappon che ha puntato i piedi chiedendo di essere affiancato da un manager di fiducia come Leone. Non so se questo incarico sia davvero quello che Giancarlo Leone voleva, come tendono ad affermare quelli che lo conoscono e ci hanno lavorato a lungo assieme.
Perché questo omino magro, sempre elegante, educato e cortese che – viene da dire che non farebbe male a una mosca – ha una dieta ferrea, nel senso che si impone di ingollare ogni giorno una certa quantità  di acciaio che viene fuori quando discuti con lui dei problemi della Rai.
Da quando Giancarlo Leone si è trovato a lavorare alla Rai, e ha avvertito che la più grande raccomandazione che potesse mai accadergli di ricevere era quella di essere figlio di Giovanni Leone, presidente della Repubblica italiana, ha sempre cercato di controllare che nei suoi toni di voce, nei suoi comportamenti, nelle sue richieste come giornalista prima e poi come manager non spuntasse mai quella particolare connotazione: essere figlio del presidente della Repubblica. Sicché la sua vita lavorativa è stata sempre riservata e senza clamori come se dovesse farsi perdonare una situazione familiare della quale non aveva nessuna colpa. E che, infatti, dopo un po’ di anni nessuno gli ha più rinfacciato.

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