Rubriche – Qui Washington. Richard Stengel sale in cima al ‘Time’

L’articolo riprodotto su Primaonline.it è un estratto di quello pubblicato nel numero 363, Giugno 2006, di ‘Prima Comunicazione’


La tradizione della testata, fondata nel 1923 da Henry Luce, vuole che il cambio del direttore sia annunciato in una cornice di suspense. E così è stato anche questa volta quando, a inizio giugno, i giornalisti di Time sono stati convocati per importanti comunicazioni sul settimanale. Sul palco tre sedie vuote: una con il nome di John Huey, editor-in-chief, l’altra col nome di Jim Kelly, managing editor, la terza con un punto interrogativo. Quando i primi due sono entrati nella sala seguiti da Richard Stengel è scoppiato un grande applauso che si è protratto per qualche minuto. Al punto che lo stesso Huey ha deciso di non leggere il suo discorso per non rovinare l’atmosfera.
Il consenso manifestato dai colleghi alla nomina di Stengel (è entrato in carica il 15 giugno), è stata una sorta di reazione liberatoria alle indiscrezioni che da un paio di settimane davano in arrivo alla direzione di Time Tina Brown, ex direttore di Vanity Fair e del New Yorker, oppure Jacob Weisberg, direttore di Slate. La scelta di Stengel, uno che nella macchina del giornale è nato e cresciuto, ha rassicurato la redazione che sa di potere contare su una persona che condivide la sua stessa cultura editoriale.
Da alcuni mesi John Huey era impegnato in incontri e interviste, sia con personale interno sia con esterni, per raccogliere pareri e valutazioni sull’andamento del newsmagazine e sulle iniziative da prendere per renderlo più competitivo nei confronti di Newsweek, divenuto ormai il settimanale preferito dalla fascia giovane dei lettori per la vivacità  e l’immediatezza del suo taglio informativo. Time ha oggi una diffusione di quattro milioni di copie e la sua edizione on line, Time.com, ha ormai raggiunto i tre milioni di visitatori unici al mese (con una crescita del 33% nel 2005). Una conferma che ormai Internet attrae un numero sempre maggiore di ‘lettori’ e, di conseguenza, d’inserzionisti pubblicitari, e che le grandi testate di stampa stanno spostando budget e uomini sul settore.
 La storia di Richard Stengel è quella di un cinquantenne che si è laureato a Princeton nel 1977, è stato assunto nel 1982 a Time dove ha coperto le campagne presidenziali del 1988 e del 1996. Tre anni dopo ha lasciato il settimanale per fare lo speechwriter di Bill Bradley, candidato alle primarie democratiche per le elezioni presidenziali del 2000. È ritornato a Time come responsabile di Time.com e poi come editor delle pagine nazionali e della cultura. Ha scritto diversi libri e ha collaborato con Nelson Mandela alla stesura della sua autobiografia ‘Lungo cammino verso la libertà ‘.
Nel suo discorso di accettazione dell’incarico Richard Stengel ha annunciato: “Fondere il magazine con il web sarà  gran parte del mio lavoro”, sottolineando che oggi Internet pone ai quotidiani e ai periodici le stesse sfide che la competizione fra testate poneva agli inizi del Ventesimo secolo. “Come allora”, ha detto, “la gente cerca una fonte autorevole che interpreti i fatti in maniera corretta e spieghi il mondo. Noi possiamo essere la vostra guida in una foresta di informazioni confuse”.

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