Istituzioni – Elezioni a Milano. Fair play addio

L’articolo riprodotto su Primaonline.it è un estratto di quello pubblicato nel numero 362, Maggio 2006, di ‘Prima Comunicazione’


L’ex compassatissimo prefetto Bruno Ferrante che dà  della “padrona” alla sua avversaria, inibendola dal partecipare alla sfilata del primo maggio. E Letizia Moratti, mamma, moglie, ministra e candidata sindaco che risponde a Ferrante accusandolo di averle copiato il programma, e mostra l’ombelico sul palco del Palalido sotto una giacchetta bianca strizzata che neanche Simona Ventura. A Milano la campagna elettorale per le amministrative finisce in una corsa – a tratti scomposta e decisamente sopra le righe – alla conquista dell’ultimo voto. Già , perché l’esito delle politiche del 9 aprile ha terremotato il profilo della campagna elettorale e i piani di comunicazione dei due candidati alla poltrona di sindaco.
A febbraio, infatti, Letizia Moratti (centrodestra) e Bruno Ferrante (centrosinistra) si erano pubblicamente e solennemente ripromessi fair play e confronti aperti e civili sui programmi. Ovvero si erano impegnati a comportarsi in modo opposto alla rissa continua e alla saga degli insulti che ha contraddistinto il finale di campagna fra Berlusconi e Prodi. Poi è avvenuto che il Cavaliere ha perso di un incollatura le politiche e soprattutto che a Milano, contrariamente alle aspettative, ha mantenuto il grosso dei consensi che avevano fatto del capoluogo lombardo la sua inespugnabile roccaforte. A Milano il 9 aprile il centrodestra ha ottenuto il 52 per cento contro il 47 del centrosinistra: oltre cinque punti di distacco. Un esito che ha indotto Letizia Moratti e il suo staff – il consigliere Paolo Glisenti nel ruolo di spin doctor, il capoufficio stampa al ministero dell’Istruzione Roberto Pesenti responsabile dei rapporti con i media – a cambiare repentinamente strategia. Stop, dunque, a una campagna che tendeva a nascondere (se non a far dimenticare) la sua appartenenza al governo Berlusconi e la scelta di campo nel centrodestra e via all’operazione “fermiamo i comunisti”.

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