Televisione – Italia1. Trasloco continuo

L’articolo riprodotto su Primaonline.it è un estratto di quello pubblicato nel numero 361, Aprile 2006, di ‘Prima Comunicazione’


La questione non sarà  shakespeariana ma vale la pena di porsela:
i programmi di successo che passano da Italia 1 a Canale 5 sono
da rubricare sotto la voce generosità  aziendale o sotto quella di
vampiraggio senza confini? Ultimo caso della serie il programma ‘Mai dire Grande Fratello e figli’ della Gialappa’s Band che da qualche settimana va in onda ogni martedì in seconda serata sulla capitana di Mediaset. Un furto, dunque, o una cessione concorde e concordata? Luca Tiraboschi, direttore di Italia 1, non sembra farsi venire il mal di pancia. Anzi. “Uno dei miei compiti”, dice il direttore della rete, “è proprio quello di cedere a Canale 5 le mie trasmissioni migliori, quelle cioè che sbancano l’audience”. Insomma, nel mandato di questo vulcanico bergamasco che sforna idee, personaggi e programmi quasi sempre azzeccati c’è anche quello di farsi da parte quando qualche sua creatura supera gli ascolti attesi. Con il grave rischio, però, che il grado di audacia trasgressiva che quei programmi e i rispettivi autori si permettevano su Italia 1 una volta su Canale 5 si trasformi in un brodino buono per tutte le dentiere. “A dire il vero per la mia rete è un bene”, insiste Tiraboschi. “Italia 1 ha come obiettivo di share l’11-12%. La Gialappa’s totalizzava in media 2 milioni 400mila telespettatori col 25% di share, che invece è l’obiettivo di Canale 5. Insomma, ‘Mai dire Grande Fratello’ con questi ascolti andava a squilibrare tutti i piani stabiliti con la concessionaria di pubblicità .
“Italia 1 e Canale 5 sono per alcuni aspetti abbastanza simili ed è infatti facile assistere a migrazioni di pubblico da una rete all’altra perché entrambe puntano a raggiungere il pubblico privilegiato, ossia i 15-64enni”, dice ancora Luca Tiraboschi. “Noi ci concentriamo maggiormente sui 15-40enni, Canale 5 sul resto del pubblico fino ai 64 anni”. Nessuna concorrenza tra le due reti? “Nella costruzione dei palinsesti siamo dei veri architetti: non siamo in competizione, ma al contrario cerchiamo di coordinarci anche durante i break pubblicitari in modo che il pubblico non fugga definitivamente ma passi da Canale 5 a Italia 1 e viceversa”.

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