Quotidiani – Indipendente. Antonio ci prova

L’articolo riprodotto su Primaonline.it è un estratto di quello pubblicato nel numero 360, Marzo 2006, di ‘Prima Comunicazione’


Resuscitare il moribondo – e cioè L’Indipendente, quotidiano che di traversie ne ha vissute non poche con gli ultimi due direttori, Giordano
Bruno Guerri e Gennaro Malgeri – non sarà  un’impresa facile. Il futuro
direttore, Antonio Galdo,  è cauto ma deciso. “L’idea di fondo è che il mercato dei giornali d’opinione è un’importante novità  sul versante editoriale e che c’è uno spazio a condizione che si faccia una cosa asciutta con un budget credibile senza numeri virtuali e con un’identità  forte”.
L’Indipendente in effetti è oggi in una fase di sonno, tenuto per i capelli da Franco Insarda (ex Discussione e con una notevole esperienza nei giornali di opinione), valente caporedattore responsabile. Galdo intanto pensa a un azzeramento della proprietà  che fino a oggi prevedeva il 51% delle quote a una cooperativa (Piccola Cooperativa Multimediale) e il 49% all’azionariato diffuso. Italo Bocchino, anima imprenditoriale dell’Indipendente, uscirà  di scena perché convinto della necessità , dice, di “dare spazio a soggetti plurali, imprenditori di diversa provenienza regionale”. Il piano di ristrutturazione societaria, infatti, prevede l’ingresso di tre tipologie di azionisti: industriali del settore manifatturiero del Nord, del Centro e del Sud, azionisti del settore editoriale con un circuito radio (Rds) e un circuito televisivo (si fanno i nomi di Canale Italia e dell’editore Parenzo), azionisti-giornalisti che a partire dal direttore si impegnano con una loro quota.

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