Periodici – Grazia. L’evoluzione della specie

L’articolo riprodotto su Primaonline.it è un estratto di quello pubblicato nel numero 360, Marzo 2006, di ‘Prima Comunicazione’


“Per Grazia sarà  una rivoluzione”, aveva promesso Nini Briglia. E rivoluzione è stata, ma con una bella sorpresa: la nuova versione di Grazia, in edicola dall’8 marzo, è frutto anche dell’osmosi tra il settimanale originario e la sua edizione internazionale più celebre e fortunata: quella inglese, lanciata un anno fa in partnership con Emap, considerata il successo 2005 nel mercato britannico dei femminili grazie al suo 10% in più di diffusione nel secondo semestre (per un totale di 171mila copie) e santificata dalla nascita dell’espressione ‘Grazia girl’ per definire le ragazze che incarnano quello stile. È il segno che la costruzione del brand che la Mondadori ha intrapreso in campo internazionale ha centrato l’obiettivo; e rispetto al mercato italiano significa che Grazia si propone come il settimanale del target più sofisticato ed elitario, da offrire come una primizia agli inserzionisti.
“Abbiamo fatto molta attenzione a conservare il dna di Grazia che, pur introducendo moltissime novità , andava preservato”, dice il direttore, Carla Vanni. “Ed è certo che lo spirito internazionale che respiriamo grazie allo scambio con gli editori di tanti altri Paesi ormai fa parte della nostra realtà “.

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