Televisione – Rai. E dopo Meocci chi?

L’articolo riprodotto su Primaonline.it è un estratto di quello pubblicato nel numero 360, Marzo 2006, di ‘Prima Comunicazione’


È la sera del 7 marzo quando ai piani alti di viale Mazzini arriva un gelido refolo che preannuncia vento di tramontana. È la più che probabile conferma che Alfredo Meocci non potrà  a lungo restare, a meno di un mezzo miracolo, sulla poltrona di direttore generale? Motivo, la norma che non ammette deroghe – i tentativi di aggirarla o interpretarla in modo più elastico sarebbero stati quasi tutti esperiti ma senza successo nel corso della lunga istruttoria – secondo la quale chi ha fatto il controllore nell’ufficio del Garante per le telecomunicazioni non può avere ruoli manageriali e per giunta di tale rilevanza in società  controllate. Quanto basta perché, negli uffici dei mezzi busti, si riaccendano le caldane. Via, ma quando? E poi per Meocci, se non potranno avere buon esito i suoi eventuali ricorsi, quale destino si preserverà ? Sarebbe da escludere per lui la presidenza Sipra perché anche su quella cadrebbe la mannaia dell’incompatibilità . Al massimo, visto che quando è entrato all’Agcom ha mantenuto l’aspettativa in Rai, potrà  forse tornare a fare il giornalista; anche qui però senza ruoli troppo sovraesposti, perché chi era controllore…

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