Televisione – Casanova. Super contratto per Barbareschi

L’articolo riprodotto su Primaonline.it è un estratto di quello pubblicato nel numero 360, Marzo 2006, di ‘Prima Comunicazione’

Luca Barbareschi, il produttore della Casanova, che già  godeva di un contratto pluriennale con la Rai di modesta entità , voluto dall’ex direttore generale Pierluigi Celli, è pronto a sottoscrivere un nuovo accordo per la fornitura di fiction di circa 80 milioni di euro in quattro anni, circa 20 milioni di euro all’anno. Nello schema contrattuale, preparato dal direttore della fiction Agostino Saccà , c’è un elenco di titoli con un valore puramente indicativo dato che, si specifica, i costi entro una certa misura potranno variare nel caso di un prodotto più ricco.
 Due anni fa Alleanza nazionale aveva premuto insistentemente perché la Rai chiudesse un ricco contratto di volume con Ldm, società  di Piero di Lorenzo che come Barbareschi è di area An. L’accordo naufragò per le forti proteste dell’Apt, l’Associazione dei produttori, e tra i suoi membri più determinati c’era proprio Barbareschi, allora vice presidente dell’associazione, che andò perfino a parlare con Gianfranco Fini, suo amico personale e leader di An, per spiegargli le ragioni della protesta dei produttori.
 E ancora l’estate scorsa proprio Barbareschi aveva scagliato palle di fuoco contro il contratto monstre della Endemol, poi varato da Viale Mazzini.
La nuova partita di Barbareschi è ancora da giocare. Con il commissario Sonego di ‘Nebbie e delitti’ al 15% su Raidue la Casanova ha fatto un bel goal, ma gli altri prodotti finora andati in onda su Raiuno hanno meritato al massimo la sufficienza (22-23%). E poi ci si chiede anche se una società  piccolo-media come la Casanova sarà  in grado di rispettare gli impegni produttivi a fronte di un volume di lavoro così ingente. Nino Rizzo Nervo, il consigliere Rai in quota Margherita, ha già  dato parere contrario, ma il mega contratto potrebbe non trovare l’unanimità  neppure tra i consiglieri di centrodestra per le vecchie ruggini tra Barbareschi e il forzista Giuliano Urbani quando era ministro dei Beni culturali.

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