Personaggi – Giornalisti e candidati

L’articolo riprodotto su Primaonline.it è un estratto di quello pubblicato nel numero 360, Marzo 2006, di ‘Prima Comunicazione’


Finalmente anche Francesco Pionati ha fatto il suo bravo coming out dichiarando apertis verbis il proprio amore (che spera verrà  ricambiato) per la politica. Vice direttore ad personam, Pionati è soprattutto pastonista politico del Tg1 e ha deciso di saltare il fosso e candidarsi con l’Udc. A dire il vero aveva già  chiesto invano altre due volte di essere tra i candidati, ma solo ora la Casa delle libertà  gli è stata riconoscente. Le malelingue raccontano che l’amico Antonio Martusciello, coordinatore in Campania di Forza Italia, in cambio delle tante ospitate nei pastoni del Tg1 gli avesse promesso un collegio in Irpinia. Cambiata la legge e ridotti gli spazi, in suo soccorso è venuto l’amico di sempre Pierferdinando Casini che gli ha regalato un posto blindato nelle liste Udc.
Tra i nomi celebri del giornalismo italiano che hanno deciso la militanza parlamentare brilla quello di Antonio Polito, fondatore e direttore del Riformista, che tra lo sconcerto della sua redazione ha deciso di correre per il Senato con la Margherita. Nei guai ora l’editore Velardi che deve trovargli un sostituto, un’impresa non proprio facile vista la particolarità  della testata. Scelta importante anche quella di Paolo Gambescia, già  direttore dell’Unità , che da poche settimane ha dato l’addio alla direzione del Messaggero e ha deciso di correre per la Camera con i Ds.
È invece un ritorno quello di Furio Colombo, che aveva lasciato Montecitorio per prendere le redini dell’Unità  all’insegna di un girotondismo che pure non aveva entusiasmato il Botteghino, e ora è candidato al Senato con la Quercia. Che schiera per la seconda volta un altro ex direttore del suo ex organo di partito: Peppino Caldarola, la cui candidatura è stata incerta fino all’ultimo, visto il ruolo da grillo parlante che in questi anni si è ritagliato e che ha non poco infastidito i vertici diessini. Del tutto a sorpresa è arrivato invece l’annuncio della candidatura di Fabrizio Rondolino, noto per essere uno dei Dalema boys e autore di un romanzo che dicono abbia scioccato le Orsoline. Rondolino ha deciso di correre per la Rosa nel pugno, anche se, per sua scelta, in una posizione (ventiduesimo in lista) che gli garantisce la non elezione. Un po’ più in alto sempre nella lista radical-socialista si trova il nome di uno degli azionisti dell’Unità : Maurizio Mian, che ha in portafoglio il 20% della testata. Ancora dall’Unità  proviene Sandra Amurri che guiderà  la lista di Antonio Di Pietro nelle Marche.
Come al solito poche, pochissime le donne tra le giornaliste neocandidate: Flavia Perina, direttore del Secolo d’Italia, che ha sconvolto più volte richiamando l’attenzione della stampa per le sue scelte poco ortodosse, come i gay in prima pagina, e che correrà , à§a va sans dire, per Alleanza nazionale. Al polo opposto Rina Gagliardi, rifondarola e già  firma storica del Manifesto, ora in lista per il Senato per il partito di Bertinotti. Anche il vice direttore di Liberazione Salvatore Cannavò corre per la Camera, mentre dal Manifesto proviene Stefano Chiarini, esperto di Medioriente e animatore dell’Associazione per non dimenticare Sabra e Chatila, candidato con i Comunisti italiani di Diliberto. I Verdi si sono accaparrati per la Lombardia Roberto Poletti, giornalista di punta di Telelombardia.
Tra i pezzi da novanta ci sono gli uomini della comunicazione di Romano Prodi, che vuole portare in Parlamento Ricardo Franco Levi, già  suo portavoce alla presidenza del Consiglio oltre che fondatore e direttore della prima edizione dell’Indipendente, e il suo spin doctor Silvio Sircana che in caso di vittoria lo seguirà  a Palazzo Chigi nel ruolo che per Berlusconi ricopre Paolo Bonaiuti, anch’egli giornalista e ora ricandidato in Toscana.
Molti i giornalisti che già  detentori di uno scranno a Montecitorio non sono disposti a mollare l’osso; tra i più celebri ecco la piccola pattuglia di forzisti: Lino Jannuzzi, Paolo Guzzanti e Ferdinando Adornato. Ma c’è anche chi – più o meno volontariamente – fa il cammino inverso come Maurizio Bertucci che ha deciso di non ricandidarsi e di tornare al Tg1. Giorgio Lainati, ex ‘Parlamento in’, ha un posto sicuro in Emilia; mentre è più incerta la rielezione di Piero Testoni, ex Messaggero. All’estrema destra correrà  con Alternativa sociale della Mussolini Mino Damato, già  noto per essere uscito indenne da una camminata sui carboni ardenti sotto lo sguardo delle telecamere.
Tra i ‘vecchi’ giornalisti-parlamentari si segnalano la travagliata ricandidatura di Gustavo Selva per An e la conferma di Sergio Zavoli, al Senato in Emilia per la Margherita. Da Europa proviene invece un debuttante: Francesco Saverio Garofani, già  vice direttore del Popolo e che – come il giornalista Rai Giorgio Merlo, al suo secondo mandato – è stato collocato in posizione blindatissima nella lista unitaria. Segno di come la Margherita, a differenza dei Ds, tenga ai suoi uomini della comunicazione come Paolo Gentiloni, braccio destro di Rutelli, presidente della commissione di Vigilanza Rai e indicato, in caso di vittoria del centrosinistra, come il probabile ministro delle Comunicazioni: è numero due in Piemonte, nella stessa lista che vede in nona posizione, rischiosissima, Giuseppe Giulietti, uno dei pochi diessini che avrebbe potuto marcarlo stretto. L’ex leader dell’Usigrai, per la cui rielezione si sono spesi anche Enzo Biagi, Beppe Grillo e tutti gli aderenti di Articolo 21, è stato recuperato soltanto in extremis e non è detto che riesca a tornare in Parlamento. Dove, invece, è certo l’ingresso di Fabrizio Morri, l’uomo di Fassino per la comunicazione.

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn

Articoli correlati

ERRATA CORRIGE – Gazzetta del Sud e Giornale di Sicilia

ERRATA CORRIGE – Gazzetta del Sud e Giornale di Sicilia

La nuova edizione di ‘Uomini Comunicazione’

La nuova edizione di ‘Uomini Comunicazione’

La nuova edizione del ‘Grande Libro dell’Informazione’ disponibile con ‘Prima’ in edicola e in digitale

La nuova edizione del ‘Grande Libro dell’Informazione’ disponibile con ‘Prima’ in edicola e in digitale