Personaggi – Giorgio Assumma. Telefonini d’autore

L’articolo riprodotto su Primaonline.it è un estratto di quello pubblicato nel numero 360, Marzo 2006, di ‘Prima Comunicazione’


C’era da aspettarselo: fra non molto i tempi morti saranno riempiti. Così promettono le società  di telecomunicazione, soprattutto quelle che si dedicano anima e corpo alla telefonia mobile che hanno annunciato alla Fiera di Barcellona – dove a metà  febbraio si è tenuto un intensissimo congresso sull’argomento – l’arrivo anche in Italia della possibilità  di guardarsi la televisione sul cellulare. Il piccolo schermo mobile è l’idea di 3, la compagnia telefonica del gruppo asiatico Hutchison Whampoa: un viaggio in treno, un’attesa snervante alla posta, un arrivo anticipato a un appuntamento potranno essere riempiti da questi aggeggi che ci intratterranno per tutto il tempo debito e magari anche oltre.
Per Giorgio Assumma, avvocato molto stimato, da pochi mesi presidente della Società  italiana autori ed editori, bisogna stare all’erta: “Molti sottovalutano il fenomeno della telefonia mobile, io no”, afferma placido ma deciso dal suo studio romano circondato da boiseries e bei quadri. “La telefonia mobile ha praticamente iniziato a diffondere le opere musicali e ora lo fa con i film. No, non conviene sottovalutare il problema. E non tanto perché la telefonia mobile collegata a un computer può permettere una visione più ampia del prodotto, ma per un’altra ragione: l’Italia è un popolo di pendolari, gente che viaggia la mattina e la sera e che durante le ore spesso faticose di viaggio non ha altro da leggere se non un giornale free-press. Quando gli si mette in mano un cellulare che gli fa vedere un film, o un programma tivù di successo, allora capiamo che la possibilità  di consumo non è irrilevante”.
Scusi, avvocato, ma cosa c’entra la Siae con il problema dei telefonini?
“Apparentemente è un problema che riguarda i produttori cinematografici, le emittenti televisive, gli esercenti delle sale che si professano come i primi danneggiati”, mi spiega con pazienza l’avvocato Assumma. “La Siae, le ricordo, è interessata a tutti i problemi degli autori e ognuno di questi programmi che viene trasmesso dai cellulari è un programma di un autore. Qual è la soluzione secondo noi migliore? Secondo noi è quella che porta più introiti all’autore. L’uso dei telefonini per godere di opere dell’ingegno ne diminuisce i proventi? Probabilmente no, anzi semmai li accresce, sempre che si crei una disciplina. Il problema è che allo stato attuale questa disciplina non c’蔝.

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn

Articoli correlati

ERRATA CORRIGE – Gazzetta del Sud e Giornale di Sicilia

ERRATA CORRIGE – Gazzetta del Sud e Giornale di Sicilia

La nuova edizione di ‘Uomini Comunicazione’

La nuova edizione di ‘Uomini Comunicazione’

La nuova edizione del ‘Grande Libro dell’Informazione’ disponibile con ‘Prima’ in edicola e in digitale

La nuova edizione del ‘Grande Libro dell’Informazione’ disponibile con ‘Prima’ in edicola e in digitale