Personaggi – Paolo Ruffini. La rincorsa di Ruffini

L’articolo riprodotto su Primaonline.it è un estratto di quello pubblicato nel numero 360, Marzo 2006, di ‘Prima Comunicazione’


Entrato timido e spaesato a Raitre nel 2002, il direttore Paolo Ruffini
ha sguainato una grinta da samurai portando al successo ‘Ballarò’
per cui gli avevano detto: “Ma lascia perdere!”.
Fazio e Littizzetto aggiungono smalto e vitalità  alla rete che  evita anche il pericolo di ridursi a ghetto della sinistra Mai come nelle ultime settimane Raitre è stata nel ciclone della polemica politica. Ci mancava l’abbandono in diretta di Silvio Berlusconi dopo lo scontro con Lucia Annunziata durante l’intervista ‘In 1/2 h’ di domenica 12 marzo per rendere ancora più incandescente la campagna dei forzisti e dei loro alleati del centrodestra all’insegna della faziosità  della rete “in mano alla sinistra”. Accuse già  lanciate da Silvio Berlusconi dai microfoni di ‘Matrix’ e di ‘Otto e mezzo’ che accusava Raitre di essere “un’autentica macchina da guerra contro di noi”, bollando tra i programmi ‘Blob’, ‘Primo piano’, ‘Ballarò’, “che è tutto di parte dal pubblico al conduttore”, e certi “finti spettacoli di satira”. E se il talk di Fabio Fazio ‘Che tempo che fa’ non è stato sospeso fino alle elezioni come chiedevano i consiglieri Rai del Polo, ha però incassato la sanzione dell’Agcom per le interviste ai politici.
 Un bailamme politico scatenatosi per evidenti motivi di campagna elettorale che però rischia di influire catastroficamente sulla buona salute di Raitre che non aveva mai mostrato tanta vitalità . Fazio fa ascolti da rete ammiraglia, ‘Ballarò’ è l’informazione più vista di prima serata, ‘Parla con me’, il talk di Serena Dandini, si avvia a diventare un piccolo cult con le esilaranti imitazioni ‘bypartisan’ di Neri Marcorè, per citare i programmi di maggior visibilità . Si è visto Paolo Ruffini, il direttore al timone da oltre quattro anni, molto amareggiato per le censure dell’Agcom che la Rai ha, comunque, impugnato. Ma se il morale a Raitre resta alto è perché la più piccola rete della Rai si sta rivelando un fenomeno: lancia nuovi programmi, lavora sui generi, inventa spazi di palinsesto che non c’erano. E gli ascolti la premiano.

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