Comunicazione e pubblicità  – Iulm. Che destino per l’italian style

L’articolo riprodotto su Primaonline.it è un estratto di quello pubblicato nel numero 360, Marzo 2006, di ‘Prima Comunicazione’


‘Mecenate 90’, il pensatoio inventato da Giuseppe De Rita, segretario generale del Censis, e sostenuto dalle Fondazioni bancarie, continua la serie dei suoi work shop sul futuro dell’Italia. Sullo sfondo la paura del declino provocato dalla globalizzazione, dalla Cina, dall’India e da tutte le altre economie emergenti. L’ultimo seminario, titolo ‘Comunicare l’italian style’, si è svolto a Milano, nel campus dell’università  Iulm, e il problema l’ha sintetizzato, da autentico dramatis personae, Luca Pellegrini, docente di marketing nell’ateneo milanese: “Eravamo quinti in un mondo piccolo. Quel mondo è finito e saremo decimi, quindicesimi, ventesimi? In un mondo molto più grande”.
La discussione ha ruotato attorno alla domanda se l’italian style possa diventare un fattore esportabile e remunerato. Secondo Giuseppe De Rita la competizione non potrà  più essere sui prodotti (“L’altro giorno, in aereo, il ministro Tremonti mi diceva: «Ma come puoi essere competitivo, con i cinesi che producono reggiseni a 0,5 euro l’uno, mille lire? »”) ma sulla qualità , sull’emozione, sulle atmosfere (“Devi fare un reggiseno”, gli ho risposto, “da 80 euro, costruire yacht con interni da casa di montagna, lavorare per la nicchia dei ricchi del mondo, 500 milioni di persone che vogliono, e possono, comperare lo Stile”). Coordinato da Alessandro Balistri, responsabile della pagina ‘Stile Italia’, del Sole 24 Ore, il dibattito ha anche fornito notizie inquietanti, tipo quella che in Corea abitano 250 italiani ma sono attivi ben 2.500 ristoranti ‘italiani’, che dimostra come il plagio possa estendersi anche alle immaterialità , ai sapori, alle atmosfere. Quasi tutti i partecipanti, tra cui Davide Rampello, presidente della Triennale (che ha annunciato l’apertura di una filiale a Tokyo), Alberto Abruzzese, docente di sociologia della comunicazione allo Iulm, Armando Bianchini, ad di Alta Gamma (che ha orgogliosamente comunicato che a Pechino le nostre top marche battono 147 a 80 la Francia), si sono trovati d’accordo sul fatto che i fattori della riscossa vedono al primo posto la capacità  artigiana, l’arte, il paesaggio, il turismo. Ledo Prato, segretario di ‘Mecenate 90’, ha anche annunciato la partenza di alcune iniziative del ‘Progetto Magnifico’, la più intrigante prevede un film sull’Italia, realizzato in collaborazione con i cinesi, che dovrà  comunicare ai cinesi appunto l’italian style: la sceneggiatura prevede un violinista cinese che trova l’amore di una donna italiana che lo porta in tour, anzi un Grand Tour alla Stendhal, a Venezia, Napoli, Roma e Firenze.

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