Televisione – Unione. Il programma per la tivù

L’articolo riprodotto su Primaonline.it è un estratto di quello pubblicato nel numero 359, Febbraio 2006, di ‘Prima Comunicazione’


Conflitto di interessi, nuovi limiti antitrust, riequilibrio del mercato pubblicitario e rafforzamento della missione di servizio pubblico della Rai: sono queste le direttrici su cui l’Unione si muoverà  se dovesse vincere le elezioni. Il programma, illustrato l’11 febbraio scorso a Roma da Prodi, prevede una profonda revisione della legge Gasparri, come lo stesso candidato premier del centrosinistra ha più volte ribadito.
Sul conflitto di interessi, l’obiettivo è quello di definire “chiare misure di incompatibilità  per chi eserciti un’influenza rilevante nella proprietà  o nella gestione di imprese editoriali, televisive o comunque coinvolte nell’informazione”. Le distorsioni del mercato pubblicitario saranno invece corrette attraverso nuovi limiti anticoncentrazione del cosiddetto Sic (il sistema integrato della comunicazione) e limiti al possesso di reti. Verrà  pure impedito a chi controlla il mercato televisivo di detenere anche quotidiani e verrà  varato un nuovo metodo, da affidare alla responsabilità  dell’Authority, per la rilevazione degli ascolti (Auditel). Quanto alla Rai, la parola privatizzazione non compare mai nelle due paginette dedicate al servizio pubblico: i partiti minori della coalizione, Rifondazione, Pdci e Verdi, non l’avrebbero infatti consentito. Si parla però di ristrutturare l’azienda in una holding pubblica “in modo tale da attuare al meglio il duplice compito, che già  oggi svolge, di servizio pubblico e di televisione commerciale”. E si sottolinea l’esigenza di sottrarre il servizio pubblico dalla raccolta pubblicitaria.

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