Televisione – Rai. Dirigenti e giornalisti epurati

L’articolo riprodotto su Primaonline.it è un estratto di quello pubblicato nel numero 359, Febbraio 2006, di ‘Prima Comunicazione’


A Viale Mazzini circola la lista degli ‘appesi’, come vengono denominati in azienda un folto gruppo di dirigenti e giornalisti spariti nel nulla, sistemati in stanze oscure lontane dalle geografie del potere perché da tempo non hanno più nessun incarico
Sono a disposizione. Qualcuno ha fatto causa per mobbing, altri si sono rassegnati alla condizione di fantasma. È un vero scandalo, secondo il peperino consigliere Sandro Curzi, che li ha individuati tutti e ha intrapreso una battaglia per la loro riabilitazione.
L’oscuramento ha date precise e comincia con la vittoria del Polo, quando si succedono alla direzione generale Agostino Saccà  e Flavio Cattaneo che ridisegnano l’azienda secondo le loro priorità . Ma non sono stati messi al bando solo dirigenti vicini al centrosinistra, o che avevano avuto incarichi di grossa responsabilità  nella precedente gestione. L’epurazione ha colpito anche esponenti della destra, perché “a governare l’azienda in questi anni non è stata la maggioranza ma gli uomini di Forza Italia”, dicono polemici alla Rai.
Tra gli epurati eccellenti il diessino Carlo Freccero. Appena arrivò Saccà  gli fu tolta Raidue, dopo cinque anni di direzione, e da allora non ha più avuto spazio in azienda. A un certo punto Cattaneo gli propose di fare lo scouting di format esteri, ma non ne venne fuori nulla. Tra una lezione all’università  e un’apparizione in tivù, Freccero perlomeno non si annoia e intanto si vocifera di trattative con Canale 5.

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