Quotidiani – Manifesto. I progetti di Mandarini

L’articolo riprodotto su Primaonline.it è un estratto di quello pubblicato nel numero 358, Gennaio 2006, di ‘Prima Comunicazione’


Nuova sede, nuova veste grafica ed editoriale e, soprattutto, un bilancio meno negativo, si spera. Per il Manifesto il 2006 è l’anno della tripla scommessa. Il quotidiano fondato da Rossanda, Pintor e Parlato compie 35 anni e tenta, una volta di più, di scrollarsi di dosso l’antico affanno dei conti in rosso. Il primo, indispensabile e doloroso passo, è l’abbandono della storica sede romana di via Tomacelli 25, occupata dalla fondazione del giornale. Redazione e amministrazione del quotidiano comunista dovranno lasciarla entro la fine dell’anno. Pirelli Real Estate, proprietaria dell’immobile, era disponibile a prolungare l’affitto ma a costi non più sostenibili per il giornale. Probabilmente i locali verranno affittati a una griffe di moda, complice la vicinanza con via Condotti.  Il Manifesto ha deciso di migrare verso lidi meno centrali ma più economici e, per l’occasione, di impegnarsi nell’acquisto di un immobile. Si ragiona su diverse ipotesi. Una trattativa riguarda l’ex fabbrica Galbani, in un’area dietro la stazione Trastevere: “È in corso una trattativa”, conferma Francesco Mandarini, presidente del Consiglio d’amministrazione della Manifesto spa, “l’orientamento è per l’acquisto. Ai prezzi attuali un mutuo costa quanto un affitto”. Mandarini è stato nominato al vertice dell’editrice del Manifesto nel maggio 2004, successivamente è entrato nel Cda della cooperativa che gestisce il giornale. Nel nuovo Cda, per la prima volta nella storia del giornale, non siedono giornalisti, se si esclude Parlato che ne rimane presidente.

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