Televisione/Backstage – Mario Rossini. I successi del produttore della Red Film

L’articolo riprodotto su Primaonline.it è un estratto di quello pubblicato nel numero 358, Gennaio 2006, di ‘Prima Comunicazione’


Se i grandi ascolti fanno ricco e felice un produttore, i premi e i riconoscimenti, oltre a essere motivo di orgoglio, lo rendono più credibile. Mario Rossini, produttore della Red film, può dunque essere più che soddisfatto. La sua ‘Fuga degli innocenti’, una miniserie sul dramma di un gruppo di bambini ebrei in fuga dall’incubo dell’Olocausto, ha guadagnato una valanga di premi internazionali, anzi la fiction, come ha certificato in una recente conferenza stampa Antonio Bruni, direttore dell’Ufficio festival di Viale Mazzini, è stata la più decorata nella storia della Rai. E non solo premi, in questi giorni il suo ‘Caso di coscienza’, alla seconda edizione, sta spopolando su Raiuno: 29% alla prima puntata.
In realtà , come la prima serie, anche il sequel dell’avvocato degli umili, Sebastiano Somma, doveva andare in onda su Raidue, invece all’ultimo momento se ne è appropriata Raiuno. Il motivo è semplice. La rete ammiraglia ha preferito ‘Un caso di coscienza’ ai film che aveva in magazzino e che ha ceduto a Raidue, rafforzando allo stesso tempo la serata del giovedì, anomala collocazione per la fiction, in vista dell’imminente arrivo di ‘Don Matteo’. Ma chi ha fatto bingo è proprio il produttore che ha retto la prova della più rappresentativa platea di Raiuno.
Rossini è un artigiano della produzione, ha una piccola società  che quando tutto va bene realizza un progetto all’anno, ma che nel tempo si è costruita un marchio molto riconoscibile nelle scelte dei temi e nel taglio delle storie. Rossini spiega la linea editoriale della casa:”Facciamo una fiction di qualità , con un forte contenuto sociale, attingendo spesso ai fatti della cronaca o a storie vere, con particolare attenzione ai problemi dell’infanzia e in uno spirito da servizio pubblico”. Da storie come ‘Iqbal’, una denuncia dello sfruttamento minorile nella vicenda di un bambino pakistano, ai remake di grandi classici come ‘Il piccolo lord’ o ‘Bel-Ami’, quasi tutte miniserie spesso coprodotte con la Beta, con Artè, con Ard. Perché un’altra costante della produzione Red film è di “ricercare argomenti evergreen e di risonanza almeno europea evitando i soliti drammoni di casa nostra che non valicano le frontiere”.

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