Radio – RadioRai. La guerra delle frequenze

L’articolo riprodotto su Primaonline.it è un estratto di quello pubblicato nel numero 358, Gennaio 2006, di ‘Prima Comunicazione’


Alla Rai soffrono di una specie di complesso di persecuzione nei confronti del ministero delle Comunicazioni. Il no all’aumento del canone deciso prima dal ministro  Maurizio Gasparri e poi dal suo successore Mario Landolfi, entrambi di Alleanza nazionale, è un boccone amaro da mandare giù, anche se in questi giorni l’azienda ha almeno incassato un successo. La certificazione della Deloitte&Touche sulla contabilità  separata relativa al bilancio 2004 e predisposta secondo le modalità  deliberate dall’Agcom evidenzia un disavanzo di 300 milioni tra le risorse e i costi del servizio pubblico. Non farà  recedere Landolfi dalla sua decisione, ma per la Rai è stata una bella soddisfazione.
Ma c’è un’altra faccenda tenuta segreta che ha fatto salire la pressione nei rapporti con il ministero e che riguarda le interferenze delle radio private a danno di RadioRai. Un problema spinoso e annoso che è diventato esplosivo dopo che Viale Mazzini, per ragioni di inquinamento elettromagnetico, ha abbandonato l’onda media e trasmette ormai quasi completamente in modulazione di frequenza come tutte le altre radio.
Ci sono zone specialmente al Nord in cui Radiodue e Radiotre si sentono malissimo. È un fattore di disturbo che penalizza l’efficienza del servizio e non agevola gli ascolti del servizio pubblico, mai come ora sotto l’attacco delle private sempre più aggressive e potenti anche per l’ingresso in campo di editori di primo piano.

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