Personaggi – Antonio Catricalà . Parla il presidente dell’Antistrust

L’articolo riprodotto su Primaonline.it è un estratto di quello pubblicato nel numero 358, Gennaio 2006, di ‘Prima Comunicazione’


A proposito della legge sul risparmio Catricalà  dichiara: “Era giusto che questo parziale passaggio di poteri ci fosse, perché se, nel ’90, quando le banche erano tutte pubbliche e non erogavano altri servizi se non quelli bancari, poteva essere in qualche modo giustificabile che Bankitalia si occupasse contemporaneamente di vigilanza prudenziale e di concorrenza, oggi con banche che fanno anche servizi assicurativi, trading, intermediazione finanziaria e che sono per giunta private, era più che doveroso che il controllo del sistema passasse nelle mani di chi di concorrenza se ne intende. Del resto, era una decisione che avrebbe dovuto essere presa già  molto tempo fa”.
Prima – Con questo vuol dire che casi come quelli che sono esplosi, da Parmalat in poi, si sarebbero potuti evitare?
A. Catricalà  – Non ho mai ragionato con il senno di poi. Certo che chi predilige il principio della vigilanza prudenziale, che tutto vuole meno che provocare choc al mercato, difficilmente può operare con forza anche sul versante della concorrenza, che di questo principio è l’esatto contrario. Ma non esprimo giudizi sul passato e aggiungo che con Bankitalia abbiamo sempre avuto e continueremo ad avere ottimi rapporti.

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