Servizio di copertina – Scrivi come mangi. Dice Vittorio Feltri, direttore di Libero

L’articolo riprodotto su www.primaonline.it è un estratto di quello pubblicato nel numero 357, Dicembre 2005, di  ‘Prima Comunicazione’

“Io cerco l’identificazione con il lettore”, racconta Feltri . “Trovo che uno dei peggiori errori del giornalismo italiano sia far sentire il lettore come una specie di ospite non gradito, una specie di infiltrato al cospetto di un consesso di sapienti. Noi invece usiamo il linguaggio parlato e corrente. So bene che  è difficile e che qualche volta si rischia la volgarità , ma l’obiettivo è il lessico familiare, far arrivare il lettore in fondo al pezzo. E farlo divertire, Perché no?”.
Feltri smentisce di fare un quotidiano in appoggio a Silvio Berlusconi: “Io non voglio fare un giornale per Berlusconi. Ed è così vero che il Cavaliere da un po’ non mi parla più. Perché non gli piace quello che scrivo.
Feltri, infine, racconta dell’interesse di Urbano Cairo a entrare nella proprietà  di Libero: “Cairo voleva comprarlo per trasformarlo in giornale popolare. Gli ho fatto presente che questo giornale fa il massimo del venduto in presenza di fatti politici di rilievo. E’ un quotidiano politico d’opinione: se faccio un titolo su Cogne io perdo 3mila copie, non ne guadagno 5mila. E poi è sballata l’idea di un quotidiano popolare in Italia regge.

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