Quotidiani – Qs. Jacobelli fa da testimonial

L’articolo riprodotto su www.primaonline.it è un estratto di quello pubblicato nel numero 357, Dicembre 2005, di  ‘Prima Comunicazione’

 “Siamo diventati lo zerbino delle società  di calcio che, ormai, ci trattano a pesci in faccia”, dichiara Jacobelli. “Basta vedere che cosa succede nelle cosiddette ‘mix zone’ degli stadi al termine delle partite: i giornalisti della carta stampata relegati in un angolo come se fossero su un carro bestiame, mentre alle televisioni vengono messi tappeti rossi. Quando un cronista di un giornale va al centro sportivo di allenamento e chiede di parlare con il personaggio del giorno, in genere ti portano solo quelli che vogliono loro. Così escono tante interviste fotocopia. E’ impossibile avere un contatto diretto con un calciatore. Se parlano, li multano. Ci sono squadre che dai centri sportivi hanno tolto i giornali. Forse è meglio: così i giocatori li comprano. Spesso i responsabili dei rapporti con la stampa delle società  che si comportano peggio sono ex cronisti sportivi. Parlo per esperienza diretta, perché qualcuno ha lavorato nelle redazioni che ho diretto”.

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