Società  – Seat PG. La battaglia delle directory

L’articolo riprodotto su www.primaonline.it è un estratto di quello pubblicato nel numero 356, Novembre 2005, di  ‘Prima Comunicazione’


Torna a infiammarsi il mercato delle directory, con Seat all’attacco su tutti i fronti, il gruppo Fininvest che cede il controllo delle ‘Pagine Utili’ all’imprenditore  Alessandro Falciai, e con Cairo Directory  sotto doppio attacco giudiziario (di Seat e dell’editore emiliano Tiziano Motti), mentre si profila anche l’ingresso nel mercato della concessionaria Spe del gruppo Riffeser con gli editori della free press La Piazza (vedi pag. 159).
‘Pagine Utili’ erano nate nel 1996 con l’obiettivo di sottrarre grosse quote di mercato alle ‘Pagine Gialle’ di Seat, ma la società  milanese è riuscita a chiudere il primo bilancio in equilibrio solo nel 2003 e la sua quota di mercato non è mai andata oltre il 4-5% (mentre Seat continua a controllarne il 95%). Il gruppo Fininvest ha più volte cercato di vendere Pagine Italia, l’editrice di ‘Pagine Utili’. Ora l’accordo è stato raggiunto con Alessandro Falciai, azionista principale di Dmt, società  quotata a Piazza Affari e attiva nelle infrastrutture per il digitale terrestre e telefonia mobile. Fininvest rimarrà  in ‘Pagine Utili’ con il 45% del capitale di una Newco che sarà  controllata per il restante 55% da Falciai con la sua Millenium Partecipazioni. Secondo Falciai, il business delle nuove ‘Pagine Utili’ si svilupperà  soprattutto su nuovi media, da internet al Voip, al digitale terrestre, visto “che il mercato cartaceo è ormai maturo”. A fine novembre, subito dopo l’acquisto di ‘Pagine Utili’, Falciai ha debuttato anche nel mercato delle ‘directory assistance’, con il nuovo numero 892 500.
Seat, intanto, prosegue come un bulldozer nel mercato cartaceo. Il gruppo torinese ha lanciato il nuovo annuario ‘In Zona’ dedicato alla riscoperta del proprio quartiere, dei suoi servizi e dei suoi negozi, in distribuzione gratuita  in questi giorni, in oltre 2 milioni di copie, a Roma, Milano, Napoli e Torino.
È la prima risposta al progetto di Cairo che con le sue ‘Guide Qui’ prevede di andare ad attaccare un mercato più ridotto,  geograficamente ed economicamente, di quello storicamente controllato dalle Pagine Gialle.

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