Servizio di copertina – C’era una volta l’Espresso…

L’articolo riprodotto su www.primaonline.it è un estratto di quello pubblicato nel numero 355, Ottobre 2005, di  ‘Prima Comunicazione’


“Credo di dovere a L’espresso se non tutto, almeno il 99 per cento di me giornalista”, così Paolo Mieli, direttore del Corriere della Sera, festeggia il cinquantenario del settimanale fondato da Eugenio Scalfari e Arrigo Benedetti. Mieli ripercorre per la prima volta la storia della testata di Via Po (ma ora trasferita a Largo Fochetti) dove ha imparato il mestiere di giornalista e dove è rimasto per ben diciotto anni. Intrecciando la sua vicenda professionale con quella del giornale, Mieli ricorda le radici che hanno nutrito il gruppo di pionieri del giornalismo italiano, la lite tra i due fondatori, i direttori che si sono succeduti, gli scoop memorabili, le grandi firme che hanno costruito “una storia unica”. Il direttore del Corriere spiega il segreto di L’espresso (“saper individuare le persone, selezionarle per la loro validità  e poi comporre un giornale con una forte impronta che si arricchisse dei talenti specifici dei singoli lasciando molto la briglia sciolta, fidandosi di loro”) e coloro che quel segreto hanno saputo tradurre in alta scuola di giornalismo: Eugenio Scalfari (“Il polo di sinistra fu inventato da Scalfari ed ebbe un ruolo propulsore attraverso un giornale che metteva insieme pezzi di cultura, di mode, di tendenze, di connessioni della realtà  internazionale”) e l’editore e sodale Carlo Caracciolo (“assoluto fuoriclasse dell’editoria, mobile, intellettualmente vivace”).

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