Televisione – Pay per view. Una locomotiva da 730 milioni di euro

L’articolo riprodotto su www.primaonline.it è un estratto di quello pubblicato nel numero 355, Ottobre 2005, di  ‘Prima Comunicazione’


Il cinema, secondo Italmedia Consulting, sarà  la leva di sviluppo della tivù digitale Augusto Preta, presidente di Italmedia Consulting, società  specializzata nello studio dell’economia digitale, con particolare attenzione al mercato emergente della televisione digitale e dei nuovi media, prevede un grande futuro per i servizi di cinema a richiesta sulle nuove televisioni. Un business che potrebbe generare entro il 2008 ricavi per 730 milioni di euro. Nella parte del leone il digitale terrestre con 282 milioni, seguito a ruota dal cavo con 278 milioni, e ultimo il satellite di Sky con 170 milioni.
Questi sono i dati più eclatanti di una ricerca fresca di stampa che stima i trend e l’impatto dei servizi pay per view e video on demand sui nuovi media televisivi, con particolare attenzione al mercato del film (le stime si riferiscono solo ai ricavi e considerano un mercato in cui si può accedere ai contenuti senza esclusive).
Dice Augusto Preta: “Stiamo assistendo alla nascita di una forte offerta di cinema a richiesta sulle televisioni del digitale terrestre, del satellite e della larga banda. È un mercato che oggi fattura 58 milioni di euro ma che se si svilupperà  con prodotti forti e attraenti potrà  arrivare a cifre importantissime. Sbaglia chi ritiene che il film abbia un valore secondario rispetto al calcio. Per il cavo è addirittura il contenuto locomotiva per allargare la base degli utenti, mentre affiancato al calcio sul digitale terrestre accorcerà  i tempi dello switch-off”.
730 milioni di euro è una torta allettante, ma esiste una tale domanda di cinema a consumo? Preta ne è convinto: “L’home video è quello che garantisce i maggiori ricavi a livello globale al film. La pay per view e la video on demand sono un home video in casa che offre ulteriori vantaggi all’utente. E poi basta guardare Sky che il maggior numero di abbonati li fa col cinema e non col calcio”.

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