Televisione – Backstage. La fiction Rai

L’articolo riprodotto su www.primaonline.it è un estratto di quello pubblicato nel numero 355, Ottobre 2005, di  ‘Prima Comunicazione’


Via libera a ‘Raccontami’: il Cda della Rai il 5 ottobre ha sbloccato il contratto della Paypermoon (vedi i set) e ha dato luce verde ad altre due fiction ferme alla firma: ‘L’inchiesta’ e ‘I figli strappati’. È il primo segnale distensivo nei confronti di Agostino Saccà  dopo le tensioni di questo periodo.
Il Cda infatti non solo ha fatto sospirare due mesi il contratto alla Paypermoon, cui fa velo l’amicizia di vecchia data tra Saccà  e Velardi, ma ha anche fermato il piano delle nuove attivazioni che porta già  sei mesi di ritardo sulla tabella di marcia della fiction.
Sembra una mania dei consigli di amministrazione accanirsi sulla direzione di Saccà  che già  il vecchio Cda aveva depotenziata. Da un anno a questa parte tutto il lavoro di Raifiction, anche gli aspetti più minuti, passa al vaglio dei vertici. Cosa che non succede con le reti o altre direzioni che hanno le mani libere nella gestione delle attività , né la stessa attenzione c’è su generi come l’intrattenimento, che pure sono in condizioni meno floride della fiction.
Così il 21 settembre Saccà  era andato in Cda a illustrare il piano delle attivazioni e ne era uscito con la segreta speranza che i nuovi consiglieri allentassero la morsa sulla direzione. Invece si è restaurato il vecchio clima di sospetti.
I consiglieri hanno chiesto all’unanimità  di cambiare le schede sulle società  di produzione che vengono allegate ai contratti milionari. Si vuol capire meglio la reale consistenza societaria e finanziaria dei produttori e quanto incida sul loro fatturato il lavoro con la Rai. E inoltre, rinviandole al direttore generale per approfondimenti e una selezione delle priorità , non hanno varato le attivazioni. 37 progetti che sono stati scelti su 1.300 da cinque editor e dai capistruttura. Sono progetti che contengono un’idea che Raifiction ha giudicato interessante e che finanzierà  perché siano sviluppati un trattamento e una sceneggiatura; parte di questi non arrivano alla seconda fase e una parte non arriverà  mai in produzione. I costi di una attivazione dipendono dallo stato di avanzamento della scrittura e dal formato del progetto se è una miniserie, una serie o un tv movie, e possono andare da 5mila euro fino a molto di più (300-400mila); comunque sono il primo mattoncino della fiction che si vedrà  tra un anno in tivù.
Questi progetti fanno capo a parecchie società  tra cui si notano marchi storici e collaudati come Palomar, Lux Rizzoli, Publispei o Magnolia (emergente nella fiction), ma anche società  di nuovo conio. Tra le new entry hanno destato curiosità  la Fuscagni Comunicazione che fa capo a Carlo Fuscagni, l’ex direttore di Raiuno, attuale presidente di Cinecittà  Holding, che da tempo faceva le fusa alla fiction. E poi alcune sigle sconosciute come Ci&Ci Cinema srl ed Ep production di Enrico Pinocci, un piccolo produttore indipendente che fa compravendita di film, e ancora la società  di Gioia Scola, piccola produttrice di cinema ex fidanzata di Paolo Berlusconi.
Saccà  ha sempre fatto la politica di allargare il recinto dei produttori sia perché così li può controllare meglio, sia per non far schizzare in alto i prezzi, e perché è nel suo stile non scontentare nessuno. Ma è evidente che c’è materiale per far alzare le antenne ai consiglieri che si sono anche lamentati delle poche righe di presentazione che accompagnavano i progetti.

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn

Articoli correlati

ERRATA CORRIGE – Gazzetta del Sud e Giornale di Sicilia

ERRATA CORRIGE – Gazzetta del Sud e Giornale di Sicilia

La nuova edizione di ‘Uomini Comunicazione’

La nuova edizione di ‘Uomini Comunicazione’

La nuova edizione del ‘Grande Libro dell’Informazione’ disponibile con ‘Prima’ in edicola e in digitale

La nuova edizione del ‘Grande Libro dell’Informazione’ disponibile con ‘Prima’ in edicola e in digitale