Televisione – Apt. Si cambia

L’articolo riprodotto su www.primaonline.it è un estratto di quello pubblicato nel numero 354, Settembre 2005, di  ‘Prima Comunicazione’.


Uno tsunami rosa ha travolto le elezioni dei vertici dell’Apt avvenute a metà  luglio. Apparentemente non è cambiato nulla. Carlo Degli Esposti, il presidente dimissionario, è stato rieletto a capo dell’Associazione, però solo per il tempo necessario a modificare lo statuto dell’Apt per permettere di nominare alla presidenza anche candidati che non facciano parte del mondo della produzione. Degli Esposti calcola che ci vorranno circa due o tre mesi per fare decollare la nuova Apt e per poi lasciare il testimone.
Si tratta di una piccola rivoluzione per l’associazione, a cui si è arrivati dopo le dimissioni anticipate sulla scadenza del mandato rassegnate a fine giugno da Degli Esposti perché stanco del doppio lavoro di produttore e presidente e soprattutto per arrivare a un chiarimento dopo mesi di contestazioni da parte dell’allora vice presidente Luca Barbareschi, l’attore e produttore di Casanova, che non perdeva occasione di lanciare accuse e critiche alla gestione di Degli Esposti a ogni consiglio direttivo, e che si è subito candidato al suo posto.
Spaventati dalla candidatura dell’intemperante Barbareschi, una parte sostanziosa dell’Apt ha pensato di schierare in alternativa Adriano Ariè, il produttore del ‘Maresciallo Rocca’, un veterano che era già  stato alla guida dell’associazione. Una proposta che non convinceva però Gioia Avvantaggiato, Matilde Bernabei, Flavia Bideri, Lorraine De Salle e il recente acquisto Alessandra Zingales, cinque produttrici convinte che fosse necessario dare all’Apt un presidente a tempo pieno, scegliendo un candidato che non facesse come mestiere il produttore.
Sposata anche da altri produttori, l’idea si è tradotta in un documento in cui si chiedeva di cambiare lo statuto per nominare un presidente esterno, che portato all’assemblea dei soci è stato approvato a larghissima maggioranza, ma non da Ariè e da Barbareschi (rientrato per il rotto della cuffia nel nuovo consiglio direttivo avendo raccolto il minor numero di voti).
A questo punto si trattava di trovare un presidente-ponte. Interpellato, Ariè ha rifiutato la nomina pro tempore e allora si è pensato alla ricandidatura di Degli Esposti, rieletto a maggioranza. Alla vice presidenza lo affiancano Carlo Bixio, colonna storica dell’Apt, e Lorraine De Salle, prima donna ad assumere un incarico di peso nell’associazione, una produttrice in gamba che in pochi anni ha trasformato la sua società  in una piccola corazzata della lunga serialità  producendo ben cinque serie di ‘Carabinieri’ e affermandosi nella rosa scelta di Mediaset. La De Salle, che non è andata in vacanza per avviare insieme agli avvocati le pratiche per il cambio di statuto, spiega il come e il perché della svolta: “Le produttrici ormai rappresentano un terzo degli associati dell’Apt. Volevamo arrivare forti alla battaglia d’autunno e stufe delle liti e delle spaccature interne abbiamo caldeggiato la nomina di un presidente non produttore che conosca il mercato della televisione e le regole. Un’idea che già  circolava in Apt e che noi abbiamo semplicemente messo nero su bianco. Una figura esterna al nostro mondo è meno esposta a pressioni e ricatti, quindi più indipendente e garanzia di comportamenti super partes. Un presidente che potrà  rappresentare meglio gli interessi e le esigenze di tutti gli associati, i produttori di fiction, dell’intrattenimento leggero e dei documentari, i produttori più piccoli e più grandi. E speriamo che possa essere anche più autorevole nel difficile confronto con i network. Ora si tratta di trovare la persona giusta in fretta perché abbiamo molto lavoro da fare”.
Uno dei nomi che sta circolando è quello di Stefano Rolando, attualmente docente di teoria e tecniche della comunicazione allo Iulm di Milano, autore di saggi sulla comunicazione e sulle politiche dell’audiovisivo, ex dirigente Rai e di società  di telecomunicazioni e uomo delle istituzioni essendo stato per anni direttore del dipartimento Editoria della presidenza del Consiglio dei ministri.

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