Televisione – Rai. I soldi al Tesoro

L’articolo riprodotto su www.primaonline.it è un estratto di quello pubblicato nel numero 353, Luglio/Agosto 2005, di  ‘Prima Comunicazione’, in edicola.


I dirigenti della Rai non hanno mai amato il direttore generale Flavio Cattaneo. Non era neppure arrivato in Rai che già  si sentivano battute sulla sua parlata da lumbard. Cattaneo ha sempre dimostrato di non farci caso, dando chiaramente a intendere di non fidarsi di nessuno, o di pochi, e governando l’azienda in modo accentrato e autoritario.
Adesso, incerto tra l’andare e il restare, Cattaneo fa i conti con il nuovo consiglio di amministrazione, con cui i rapporti vanno meglio del previsto, e con una dirigenza sempre più bellicosa e sfrontata sapendo che il direttore generale è più debole. L’Adrai, il sindacato dei dirigenti, ha trovato un argomento che in azienda infiamma gli animi: il fatto che circa 100 dei 113 milioni di euro di utili che figurano nel bilancio 2004 di Rai Spa (di cui 63 milioni derivano da partite straordinarie e altri 37 da politiche prudenziali di accantonamento fatte dalle gestioni precedenti) siano finiti dritti dritti nelle casse del Tesoro che è l’azionista di maggioranza dell’azienda.
“Cattaneo con la scusa di fare un buon bilancio per la quotazione in Borsa della Rai, progetto che com’era immaginabile dopo il voto sulla legge Gasparri si è sgonfiato come un pallone bucato, ha permesso al Tesoro di spolpare l’azienda”, accusano a Viale Mazzini.

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