Protagonisti – Vittorio Pessina. Senatore innamorato della stampa

L’articolo riprodotto su www.primaonline.it è un estratto di quello pubblicato nel numero 353, Luglio/Agosto 2005, di  ‘Prima Comunicazione’, in edicola.


Ha passato la vita a occuparsi di pubblicità  come membro della numerosa famiglia di Oscar Maestro, il fondatore della concessionaria Spe. Poi la passione per la politica è stata più forte dei legami familiari e lo ha trascinato fino in Parlamento. Vittorio Pessina, garbato signore milanese di 67 anni, non ha il piglio tipico dei manager lombardi rampanti, come alcuni provenienti dal giro Mediaset-Publitalia che con Forza Italia hanno invaso i corridoi delle Camere. Quando nel 2001 – dopo che già  da tre anni militava nel partito di Silvio Berlusconi come responsabile Comunicazione e immagine in Lombardia – gli venne proposto di candidarsi, optò senza esitazione per il Senato: “Ritenevo che fosse un luogo più pacato e meno rissoso della Camera”, spiega.
I quattro anni trascorsi in commissione Lavori pubblici a discutere di legge Gasparri e in commissione di Vigilanza a litigare sulla Rai, non gli hanno fatto cambiare idea sul fatto che in politica un certo fair play non guasti. Con l’opposizione ha sempre cercato di confrontarsi ed è per questo che ci è rimasto male quando il centrosinistra non ha votato il documento finale dell”Indagine conoscitiva sul sistema di reperimento delle risorse pubblicitarie dei mezzi di comunicazione di massa’ che porta la sua firma (vedi www.primaonline.it/documenti). Leggendolo effettivamente non se ne comprende il motivo, visto che contiene una serie di critiche, seppure indirette, alla legge che ha riformato il sistema radiotelevisivo.

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