Case editrici – Class Editori. Indipendenza e passi corti

L’articolo riprodotto su www.primaonline.it è un estratto di quello pubblicato nel numero 353, Luglio/Agosto 2005, di  ‘Prima Comunicazione’, in edicola.


“Il principio guida, elementare, è quello molto seguito in Borsa: non conviene mai pisciare controvento”, dice Paolo Panerai, illustrando con un po’ di ironia la scelta di entrare nel business tivù. Dove la gestione del gruppo sarà  quella consolidata del cartiglio M&M (magri e moderati) per conservare indipendenza di informazione e ottenere risultati economici certi
“Non c’è dubbio che il settore che più si è sviluppato, anche dal punto di vista della pubblicità , è quello televisivo. E, siccome siamo convinti che il nostro pubblico, salvo le banche, abbia difficoltà  a investire su mezzi televisivi generalisti, anche se avrà  sempre più bisogno di comunicare per immagini mobili e non soltanto sulla carta stampata, abbiamo deciso di entrare nel business tivù, pur limitandoci a iniziative alla nostra portata di investimento, a canali specializzati”. Paolo Panerai è il giornalista che nel 1986 ha fondato una casa editrice, la Class Editori, specializzata con i suoi due quotidiani e i periodici (Mf/Milano Finanza, Italia Oggi, Class, Gentleman, Luna, Lombard, Global Finance, Campus, Case & Country, Patrimoni, Mf/Magazine) in informazione economico finanziaria e sugli stili di vita. Un sistema cresciuto negli anni, che comprende nuovi media e un’agenzia d’informazione (Mf-DowJonesNews), e che nell’esercizio 2004 ha registrato un fatturato di 99,818 milioni di euro. Cifra a cui contribuisce ormai in maniera significativa l’attività  televisiva sulla quale, come spiega Paolo Panerai in questa intervista, “Class Editori si è convinta a puntare alla fine degli anni Novanta, tanto che tra il ’99 e il 2000 siamo partiti con Cfn, un canale satellitare d’informazione finanziaria”.
Prima – Nell’impresa non siete partiti da soli.
Paolo Panerai – Abbiamo trovato immediatamente una partnership con Mediaset, presente con il 20% nell’operazione, e con 13 importanti banche e istituzioni finanziarie Poi, abbiamo raggiunto la joint venture con General Electric e Dow Jones, i proprietari di Cnbc, il primo canale finanziario al mondo. Già  avevamo in mente il progetto della casa editrice di totale multimedialità , capace di offrire l’informazione sfruttando tutte le tecnologie disponibili. Un’idea riassumibile nel concetto di offerta integrata, espresso attraverso l’immagine del coltellino svizzero multiuso della nostra prossima campagna pubblicitaria.
Prima – All’inizio Class Cnbc era un po’ penalizzato essendo distribuito dalla piattaforma di Stream.
P. Panerai – Sì, siamo dovuti passare attraverso una sorta di forche caudine della seconda piattaforma allora esistente. Ma ciò non ci ha impedito di realizzare la joint venture con gli americani, che ancora fa la differenza tra noi e quanti hanno provato a entrare in questo settore. E anche con altri che già  ci sono, come Bloomberg. Perché la nostra è una televisione fatta in Italia per gli italiani. E nello stesso tempo è collegata a un network mondiale. Lo si può definire un canale ‘glocal’: globale e locale. Chi non si è mosso in questo modo ha registrato un clamoroso insuccesso.

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