Case editrici – Skira. La bomba collaterale

L’articolo riprodotto su www.primaonline.it è un estratto di quello pubblicato nel numero 353, Luglio/Agosto 2005, di  ‘Prima Comunicazione’, in edicola.


La nostra collana di 90 monografie ‘Classici dell’arte’ in tre anni ha venduto assieme al ‘Corriere della Sera’ 21 milioni di copie per un fatturato di 123 milioni di euro”, dice in un’intervista pubblicata sul numero di ‘Prima Comunicazione’ in edicola Massimo Vitta Zelman, editore con Giorgio Fantoni di Skira, la casa editrice che fa la metà  del mercato italiano di cataloghi e libri e d’arte.
“Siamo partiti con 300mila copie per il primo numero su Caravaggio, tiratura che abbiamo tenuto per i primi dieci numeri. Poi siamo scesi a 250mila. Lo zoccolo duro però ha tenuto: 150mila. Sì, posso dire che almeno 150mila, forse 160mila famiglie, hanno sugli scaffali tutti e novanta i numeri”, dice Vitta Zelman, nell’intervista a Prima.
“La collana è partita con 30 titoli a cui, visto il successo, se ne sono aggiunti 20, poi ancora 20 sul Novecento. Infine altri 20 volumi. Totale 90″, racconta nell’intervista a Prima l’editore di Skira, che ha come socio di minoranza la Rcs con il 24% del capitale. “La soddisfazione principale che ci ha dato l’operazione è stata di coniugare divulgazione e qualità . Rispetto ai collaterali della concorrenza – che sono, in sostanza, ristampe di libri, guide, atlanti, enciclopedie – i nostri sono stati concepiti ex novo; l’unico elemento recuperato è la piccola presentazione letteraria, che davvero non ha sentito l’oltraggio del tempo. Alcune sono di grande qualità , ma tutto il resto, il saggio esplicativo, la vita, le opere, i 50 capolavori, le schede, gli apparati sono nuovi”.
“L’affare non l’abbiamo fatto solo noi, ma anche e di più il Corriere della Sera”, spiega nell’intervista a Prima Massimo Vitta Zelman: “Se noi abbiamo avuto un profitto di 1 milione di euro loro ne hanno tirati a casa almeno 15 volte, forse 20 volte tanto. Va detto però che il Corriere ci ha investito molto, una mole di promozione tabellare così non l’ho mai vista. Molta qualità  anche nelle pagine di supporto: storici dell’arte, personalità  di cultura, artisti hanno sostenuto la collana. Uno sforzo davvero bestiale che nessun editore sarebbe stato in grado di sviluppare”.

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