Comunicazione e pubblicità  – Poste. La superdirezione di Astarita

L’articolo riprodotto su www.primaonline.it è un estratto di quello pubblicato nel numero 353, Luglio/Agosto 2005, di  ‘Prima Comunicazione’, in edicola.


Si è fatto i muscoli per qualche mese in attesa delle decisioni del governo sui vertici di Poste spa, dove Raimondo Astarita era approdato nell’ottobre 2004 con l’incarico di executive support office alle dirette dipendenze dell’amministratore delegato Massimo Sarmi, e nei fatti con la missione di ravvivare l’immagine del gruppo e del suo amministratore delegato per il periodo che mancava alla scadenza del consiglio di amministrazione. Riconfermato l’amministratore delegato Sarmi e sostituito con Vittorio Mincato il presidente Enzo Cardi, da cui dipendeva la Comunicazione, era dunque scontato il salto del manager a capo della direzione da cui è uscito, dando le dimissioni, Giovanni Rodia. 
 Astarita, 48 anni, un buon navigatore negli ambienti politici e giornalistici della capitale, ha immediatamente messo mano alla sua struttura – che in un’Ansa del 20 giugno scorso viene indicata come “superdirezione Communication and advertising”- dandole una organizzazione adeguata ai grandi progetti che il nuovo direttore ha in testa. Nettamente divise le due aree di competenza: quella dell’Advertising, cioè la pubblicità  (circa 40 milioni di investimento annuo), che rimane affidata a Lamberto Dolci (sta realizzando, con Leo Burnett, la nuova campagna autunnale per Banco Posta: per lo spot regia del noto Alessandro D’Alatri); e la Comunicazione, dove è arrivato Massimo Simone, un manager che ha lavorato fino al 30 giugno nella direzione Comunicazione dell’Inail, occupandosi del settore eventi e manifestazioni.
“Il mio progetto”, spiega Astarita, “è di sviluppare tutte le attività  di comunicazione per arrivare meglio ai vari pubblici di Poste Italiane, un’azienda che ha milioni di clienti per quanto riguarda i servizi postali e che sta sviluppando straordinariamente il mercato dei servizi finanziari. Un lavoro che deve tenere in considerazione anche la futura privatizzazione del gruppo. Vogliamo puntare moltissimo sul target dei giovani che sono i nostri grandi clienti per la carta prepagata Postepay, un successo clamoroso con 1 milione e 200mila clienti. Una grande idea dell’amministratore delegato Sarmi”, insiste Astarita, “che già  a Tim aveva individuato il business delle tessere prepagate”.

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