Periodici – Di Più. Intuito e istinto

(Prima Comunicazione – numero 352 – Giugno 2005)  Intuito e istinto. Sono i due elementi fondamentali del successo di ‘Dipiù’, nato senza ricerche Spesso quando esce dalla sua redazione, in corso Magenta, a Milano, a pochi passi da Santa Maria alle Grazie e dal Cenacolo, incappa in una scolaresca in visita alla chiesa del Bramante e all’affresco di Leonardo che lo riconosce e comincia a gridare: “Signor Dipiù, signor Dipiù, Ciao! Bello l’ultimo poster che hai fatto!’. Basterebbe questo per dimostrare la straordinaria notorietà  di cui oggi gode Sandro Mayer grazie al suo Settimanale Dipiù, in un’identificazione raramente vista tra un direttore e il suo giornale. Ma aggiungiamoci anche le 700 persone, tra star di prima e seconda grandezza dello spettacolo e della tivù e qualche politico, accorse la sera del 24 maggio a Villa Miani a Roma per festeggiare con l’editore Urbano Cairo e con Mayer il primo compleanno di Dipiù, a testimonianza dei molti e solidi legami che Mayer ha costruito nella sua attività  televisiva, prima a ‘Domenica in’ e poi a ‘Buona domenica’, e che ora si riverberano su Dipiù e sul secondo nato della famiglia, Dipiù Tv, in edicola dallo scorso 31 gennaio. Uscito il 19 aprile 2004, Dipiù è stato il fenomeno più notevole dell’editoria periodica italiana nell’ultimo anno. È il primo settimanale per la famiglia che ai classici ingredienti di un familiare ha aggiunto il pepe di un modo di trattare i personaggi da giornale ‘people’. E l’onda lunga del maremoto Dipiù è arrivata proprio in questi giorni sui concorrenti più o meno diretti che, da Gente a Oggi, da Chi a Novella 2000, stanno tutti cambiando direttore. Non perché Dipiù abbia rubato loro molte copie, ma proprio per l’esatto contrario: avendo intaccato di poco le vendite della concorrenza, con le sue 800mila e passa copie diffuse in media alla settimana ha reso evidente che sul mercato era disponibile un pubblico di cui nessuno in quel momento stava cogliendo pienamente umori e bisogni. Sandro Mayer, che fa il giornalista di familiari da quarant’anni e per venti ha diretto Gente, ha dimostrato uno spettacolare intuito nel capire cos’è e come va compresa e solleticata quella che lui chiama la ‘normale famiglia italiana’, con i suoi tradizionalismi morali e le sue spudoratezze nei comportamenti di costume, le sue voglie di esibizionismo che la tivù sfrutta ed esalta regalando a chiunque un momento di gloria e il suo bisogno di risposte e di rassicurazioni di fronte alle inquietudini e alle asprezze della vita quotidiana.
Prima – Perché Dipiù ha tanto successo?
Sandro Mayer – Perché, anche se nuovo, è il familiare più tradizionale e tutte le innovazioni che ho introdotto lo rendono un giornale allegro e moderno. Ma sempre nella tradizione del familiare, che vuole raggiungere tutti i componenti della famiglia. Infatti Dipiù ha cercato e ha trovato anche un pubblico molto giovane.

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Nella foto, Urbano Cairo, a sinistra, e Sandro Mayer

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