Personaggi – Gabriella Carlucci. Responsabile spettacolo di Forza Italia

(Prima Comunicazione – numero 352 – Giugno 2005)  Quando attraversa il Transatlantico di Montecitorio sui suoi tacchi a spillo, tutta sbilanciata da un lato dalla pesante borsa portadocumenti, pensi che da un momento all’altro possa spezzarsi, magra e sottile com’è. Ma Gabriella Carlucci, deputata di Forza Italia alla prima legislatura, è tutt’altro che fragile. Sarà  per l’aria che ha respirato fin da bambina – padre militare e madre americana dal carattere volitivo – per le frequentazioni familiari con politici della Prima repubblica (soprattutto democristiani), per lo sport praticato con disciplina o per gli studi effettuati a tempo di record (a 21 anni era già  laureata in letteratura straniera), fatto sta che l’ex showgirl di Rai e Mediaset – debutto al fianco di Tortora a ‘Portobello’, poi Sanremo, la conduzione del Festivalbar e del Cantagiro, infine inviata in missioni spericolate per ‘Buona domenica’ – in Parlamento è riuscita a stupire tutti i colleghi, a cominciare da quelli dell’opposizione, per come ha imparato il mestiere del legislatore: “Quando parla si capisce che si è preparata bene”, riconosce la diessina Giovanna Grignaffini. “Difatti studio molto”, ribatte la Carlucci. Membro della commissione Cultura della Camera, è stata relatrice di varie leggi e altre ne ha proposte soprattutto nel settore dello spettacolo, di cui dal ’96 è responsabile all’interno di Forza Italia. Anche se non porta il suo nome, è proprio alla determinazione di Gabriella Carlucci che si deve la legge quadro sullo ‘spettacolo dal vivo’ che tra poche settimane approderà  al voto dell’aula di Montecitorio. “Già  nel 2001″, racconta, “sostenevo che era inutile fare tante leggi specifiche, dalla musica alla danza, ed era molto meglio approntare una legge di principi generali, come del resto impone la riforma costituzionale realizzata dal centrosinistra che ha trasferito alle regioni la competenza in queste materie. Il tempo mi ha dato ragione, ma quanta fatica ho dovuto fare per convincere anche i miei colleghi della Casa delle libertà !”. Soprattutto Guglielmo Rositani di An, che all’inizio la accusava addirittura di non “capire niente” e adesso della legge quadro è il relatore. Anche con Giuliano Urbani la Carlucci ha avuto accese discussioni sulla legge del cinema, contraria alla decisione dell’ex ministro dei Beni culturali di ridurre le sovvenzioni statali in favore d’interventi privati. “In Italia non è come in America dove le imprese investono nel cinema”, spiega.   “Così si rischia di premiare solo i produttori già  famosi e affossare tutti gli altri”. Con Urbani la polemica è arrivata fino alle querele – poi ritirate – per una dichiarazione rilasciata da Carlucci a ‘Report’ sulle sovvenzioni statali alla Titania Produzioni. E gli scontri non sono finiti qui: l’ultimo, molto recente, riguarda la Siae. Insieme al centrosinistra, Carlucci ha difeso la legittimità  della nomina alla presidenza del maestro Franco Migliacci – mentre Udc, An, Lega e parte del suo partito volevano addirittura commissariare l’ente – e ha denunciato anche manovre politiche contro il compositore, che alla fine si è dimesso. Per tutta risposta è stata accusata di “interesse privato” nella vicenda in quanto il marito, Marco Catelli, sarebbe stato l’avvocato di Migliacci: “Niente di più falso. Mio marito, che fa l’avvocato amministrativista, con lo spettacolo non ha nulla a che vedere”, ha messo in chiaro lei. Del resto, racconta, non è la prima volta che deve difendersi da false notizie: pochi giorni dopo la sua elezione, alcuni giornali scrissero che era stata fermata dalla polizia perché sfrecciava a cento all’ora su una moto senza casco. “Non era vero”, spiega, mostrando la sentenza del giudice che le ha dato ragione. Da quel giorno però si è conquistata la nomea di teppista della strada, forse anche perché gira con una fiammante Porsche. “Per chi, come me, viene dal mondo dello spettacolo non è facile farsi rispettare come deputato. Tutti pensano che sei una sgallettata ed è dura fargli cambiare idea”. Determinata e adrenalinica com’è, lei però non si è lasciata intimorire e si è messa a lavorare sodo: non solo in Parlamento ma anche nel suo collegio a nord di Bari dove non passa settimana senza una sua visita. “Mio marito dice sempre che per me prima viene la politica, poi mio figlio Matteo, che ha 8 anni, e infine lui”. Giornalista pubblicista, non ha rinunciato all’attività  televisiva – dal ’98 conduce alla domenica mattina su Retequattro il programma di agricoltura e cucina ‘Mela verde’ – e fino a poco tempo fa firmava pure una rubrica su Libero.

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Nella foto, Gabriella Carlucci

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