Società  – Cinecittà . Sotto il tiro di Buttiglione

(Prima Comunicazione – numero 352 – Giugno 2005)  A sentire le indiscrezioni che circolano nel mondo del cinema, il ministro Rocco Buttiglione, che nel rimpasto postelettorale del governo ha rimpiazzato Giuliano Urbani alla guida del dicastero dei Beni culturali, mediterebbe di rimettere mano ai vertici della Cinecittà  Holding e delle collegate, scontento dei risultati e degli uomini nominati dal suo predecessore. Tutto è partito dalla storia della Sushi, la società  creata dal presidente dell’Istituto Luce Andrea Piersanti, di fatto il titolare col 58% delle azioni, in tandem con una cordata di soci, con quote paritarie al 7%, tra i quali figurano anche Ubaldo Livolsi, amministratore delegato di Cinecittà  Holding, Fabio Fabi, direttore marketing di Cinecittà  Holding, Francesco Foroni, un dirigente della Livolsi & Partners e consulente di Cinecittà , e l’avvocato di cinema Bruno Della Ragione, già  consigliere della Biennale cinema.  Ha fatto molto discutere che degli amministratori pubblici si associassero con dei loro dipendenti per fare privatamente delle attività  che a leggere lo statuto della Sushi sembrano un duplicato delle attività  del gruppo. Livolsi si era già  attirato critiche per i finanziamenti dell’Istituto Luce a due film della Movieweb, la società  cinematografica del suo Fondo Convergenza. Sul nuovo ‘caso’ di Piersanti si sono levate le proteste del cinema e diverse interrogazioni parlamentari e la storia, svelata da un articolo del Mondo, è stata vissuta malissimo all’interno degli stabilimenti di via Tuscolana, dove già  covava il risentimento della vecchia guardia dei dirigenti, gente esperta e accreditata nel settore, “mortificata dalla gestione dei ‘bocconiani’ di Urbani” e dai trattamenti di favore accordati ai nuovi manager. Si cita l’esempio di Fabi, il direttore marketing, bolognese e arrivato come Piersanti dall’Ente dello spettacolo, che somma allo stipendio anche l’affitto della casa romana come benefit.  E poi altro motivo di malumore la miriade di consulenze esterne come l’ultima, a Fabrizio De Pasquale, l’ex portavoce di Urbani che, in uscita dal ministero, è stato parcheggiato provvidenzialmente a Cinecittà  in attesa, si sospetta, di possibili incarichi alla Rai dove Urbani è consigliere di amministrazione.  Conclusione: Piersanti ha sciolto la Sushi su esplicita richiesta di Gaetano Blandini, il direttore generale dello spettacolo del ministero. Non si è placata però l’irritazione di Buttiglione, che ha aperto una riflessione a tutto campo sulla Holding e le collegate di cui il ministero è l’azionista unico, preludente, si dice, a un repulisti generale.

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Nella foto, Rocco Buttiglione

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