Istituzioni – Regione Sicilia. Spot e cultura

(Prima Comunicazione – numero 352 – Giugno 2005)  Il cono dell’Etna a mo’ di libro rovesciato, un giovane novello Goethe con un quaderno di viaggio pronto per essere riempito di appunti. Per l’ultimo spot televisivo la Sicilia ha scelto qualcosa di diverso dal solito binomio ‘sole e mare’ condito da archeologia quanto basta. ‘Una Sicilia che racconta’ è lo slogan di questa campagna per il rilancio dell’immagine della Trinacria, ideata da Ferruccio Barbera. Si potrebbe dire anche “Non vogliamo turisti, ma viaggiatori”, come ama ripetere Fabio Granata, assessore regionale al Turismo di An e sponsor politico del ‘Grand tour’ culturale cui lo spot (regia del catanese Marco Schillaci, musiche del palermitano Marco Betta) e gli scatti di Din Karsten fanno da supporto, iniziato a maggio e in programma fino all’autunno tra Milano e l’isola.  La Sicilia si affida a un intenso calendario di incontri letterari nei caffè e nelle librerie milanesi, a mostre e rassegne d’arte sul proprio territorio e a eventi speciali. Quest’anno faranno ‘Grand tour’ 23 iniziative nuove di zecca (dal festival di cultura mediterranea Sabir, a Noto a luglio, ai ‘900 passi’ con gli scrittori isolani a Milano), oltre ai cartelloni storici (le rappresentazioni classiche al Teatro Greco di Siracusa e il Taormina Film Festival) ad altri ad hoc per illuminare di luce nuova il contributo dell’isola alla cultura italiana. Come la mostra sul futurismo siciliano in corso a Taormina, che sposa il tradizionale carretto alle sperimentazioni ardite di una temperie dalla quale l’isola non restò fuori. L’evento più importante sarà  la celebrazione, tra luglio e agosto, dell’ingresso di Siracusa e Pantalica nella ‘World Heritage List’ dell’Unesco, l’elenco dei siti ‘patrimonio dell’umanità ‘. Per l’occasione sarà  allestita una mostra al museo archeologico Paolo Orsi della città  culla della Magna Grecia. Lì la Regione offrirà  ai ‘viaggiatori’ non più di quindici pezzi d’eccezione, da Caravaggio al Gagini. E poi c’è lo spot ispirato a Goethe. È presto per stimare gli effetti di questa cura in rotazione da qualche settimana sugli schermi della Rai e della 7 (non su quelli di Mediaset per via di un vecchio contenzioso tra la Regione e l’azienda che potrebbe essere chiuso a breve).  Granata, che non si nasconde dietro a un dito, ammette tutte le difficoltà  del caso. Talvolta bastano poche parole maldestre a mandare all’aria un progetto.

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Nella foto, Fabio Granata

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