Comunicazione e pubblicità  – Grandi Stazioni. Un business pubblicitario

(Prima Comunicazione – numero 352 – Giugno 2005)  Ci passa un pubblico di 600 milioni di persone all’anno per quelle tredici Grandi Stazioni. E ora ci si accorge che sono uno snodo pubblicitario, un business importante. E partono progetti per renderle un luogo gradevole. Roma è a buon punto ormai, ora attacca Milano con 104 milioni di euro Da luogo cupo e deprimente a vasta, luminosa e preziosa piazza urbana: questo è il destino che si sono assegnate le tredici Grandi Stazioni italiane che ogni anno assistono alla frequenza di ben 600 milioni di visitatori, un pubblico che comincia a far gola al mondo della pubblicità  e crea nuovi introiti non certo marginali. Se infatti una volta le stazioni erano adibite unicamente al transito affrettato dei viaggiatori, nel giro di un quinquennio quelle di dimensioni più notevoli hanno iniziato a configurarsi come zone di lunga e sicura permanenza e di incontro cittadino ad alto tasso di consumo. “È stato Mario Brugola, ex manager di proscenio di Mediaset, ad avere intuito che le Grandi Stazioni potevano costituire un business serio fino ad allora mal gestito”, riconosce Enrico Aliotti, amministratore delegato di Grandi Stazioni spa, la società  di servizi del gruppo Ferrovie dello Stato (60% Fs spa e il 40% a Eurostazioni spa di cui fanno parte Benetton, Pirelli, Caltagirone e Sncf, Société Nationale des Chemins de Fer) che ha come missione quella di riqualificare e gestire i 13 principali scali ferroviari italiani (Roma Termini, Milano Centrale, Torino Porta Nuova, Firenze S. Maria Novella, Bologna Centrale, Napoli Centrale, Venezia Mestre e S. Lucia, Verona Porta Nuova, Genova Piazza Principe e Brignole, Palermo Centrale, Bari Centrale). Allo scopo di guidare la nuova strategia è stata creata una ‘business unit’ agile, qualificata e molto affiatata formata da Dante Secchia (vasta esperienza nel settore pubblicità , già  amministratore delegato di Etas Kompass, Publikompass spa, Manzoni spa, Rusconi Editore spa e di Società  Pubblicità  Editoriale spa), Marco Ravetta (tra i costruttori della Grande Manzoni nel 1989 e tra i partecipanti al lancio della 7 di Pellicioli dove incontra Brugola) e Stefano Zaghis, un giovane con un curriculum sviluppato all’interno del mondo della finanza londinese dove dal 1997 al 1999 ha svolto il ruolo di analista finanziario presso Gallo&Co. Ltd ed è oggi responsabile dello sviluppo e gestione advertising Grandi Stazioni. Sono questi tre uomini – e naturalmente l’amministratore delegato di Grandi Stazioni, Aliotti – che dovranno gestire un investimento complessivo di 600 milioni di euro per rinnovare le dodici stazioni rimanenti.

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Nella foto, Enrico Aliotti

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