Internet – Google. Come funziona il keyword advertising

(Prima Comunicazione – numero 352 – Giugno 2005)  Google, il motore di ricerca ideato da Sergey Brin e Larry Page, è il numero uno mondiale delle ricerche on line. E la quotazione della società  al Nasdaq, la Borsa dei titoli tecnologici di New York, il 19 agosto 2004, è considerata il segno della ripresa della net economy. In dieci mesi il valore di Google è passato da 23 a 81 miliardi di dollari (63 miliardi di euro), superando di un miliardo di dollari la capitalizzazione di Borsa di un colosso dei media come Time Warner e di 28 miliardi quella del suo principale concorrente, Yahoo!. Il successo di Google tra i frequentatori di Internet è dovuto, oltre all’efficienza del motore di ricerca, alla continua innovazione tecnologica. La società  di Mointain View (California) sforna novità  a getto continuo: le annuncia senza suonare la grancassa, ma il più delle volte semplicemente mettendole a disposizione degli utenti in versione ‘beta’ (cioè sperimentale) nel sito www.google.com. Così sono nati servizi come Google News, il ‘quotidiano automatico’ prodotto attingendo alle notizie e alle immagini pubblicate dai siti di giornali e agenzie d’informazione; Froogle, il motore di ricerca per lo shopping; Gmail, il servizio di posta elettronica che offre gratuitamente agli utenti un gigabyte di spazio per archiviare le e-mail; Google Sms, che consente di effettuare ricerche semplicemente mandando un messaggino con il telefono cellulare; Google Maps, sistema di mappe stradali e di immagini satellitari; Google Video (vedi pag. 23), ovvero la ricerca di trasmissioni televisive on line, che si aggiunge alle classiche ricerche su testi, immagini, notizie, eccetera.  L’ultimo arrivato è Google Print, forse il più discusso progetto del motore di ricerca americano. Accessibile da qualche giorno nel sito print. google.com, il servizio consente di effettuare ricerche nei libri pubblicati da diversi editori o conservati in alcune grandi biblioteche americane. Un’iniziativa ambiziosa (si tratta di digitalizzare migliaia di volumi) che ha sollevato molte polemiche e quasi un caso diplomatico: in Francia politici e intellettuali hanno denunciato il rischio di ‘colonizzazione culturale’ che l’iniziativa comporta, dato che riguarda (per ora) solo editori e biblioteche statunitensi. Google investirà  nel progetto tra i 150 e i 200 milioni di dollari (mille volte più del budget annuale di Gallica, la biblioteca digitale francese), con la speranza, ovviamente, di ricavarci molto di più nei prossimi anni.  Il modello di business di Google è basato su una particolare forma di pubblicità  on line, detta ‘keyword advertising’, ovvero pubblicità  basata su parole chiave. È questa che genera i risultati record annunciati trimestre dopo trimestre dalla multinazionale americana, presente con uffici in 14 Paesi e oltre 110 edizioni nazionali. Gli ultimi dati, relativi al primo trimestre 2005, parlano di 1 miliardo 256 milioni di dollari di ricavi (il 22% in più rispetto al trimestre precedente e il 93% in più rispetto a un anno fa), di cui 657 milioni generati dai siti di Google e 584 milioni dai siti dei partner (attraverso il programma pubblicitario AdSense). “Questo aumento dei ricavi”, osserva una nota della società , “riflette la forte crescita del traffico e della sua monetizzazione, così come il crescente riconoscimento di Internet come effettivo mezzo pubblicitario da parte degli investitori”.

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Nella foto, Massimiliano Magrini,
responsabile di Google per l’Italia

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