NICOLETTA POLLA-MATTIOT – Da caporedattore centrale a vice direttore di ‘Grazia’

(Prima Comunicazione – numero 352 – Giugno 2005) – Può una colta e raffinata signora torinese tentare (e riuscire) una brillante carriera tra le arcate e gli stagni con le carpe di Mondadori, a Segrate? Può, se è vero come è vero che i vertici Mondadori hanno appena scelto Nicoletta Polla-Mattiot come vice direttore di Grazia, testata storica e prestigiosa oggi contagiata – nonostante un robusto sistema immunitario – dalla crisi di identità  che sta travolgendo, senza eccezioni, tutti i settimanali femminili.  Polla-Mattiot dovrà  puntare sull’attualità , costruendo insieme a Carla Vanni un nuovo sistema di news e rubriche capace di competere con i settimanali ‘veri’ senza nulla togliere al glamour e alla moda che caratterizzano la testata. Lei, del resto, non è del tutto nuova a imprese del genere, nonostante una carriera vissuta all’80% proprio a Grazia. È stata tra le prime a intuire le potenzialità  di formule come ‘easy chic’, come ‘semplificare’, insomma, come tenere insieme l’eleganza e l’aria lussuosa di un femminile tradizionale che non pare voler rinunciare a questa caratteristica con l’esigenza di non fare troppa fatica per cucinare un piatto, trovare un libro, scegliere e acquistare una maglietta o un rossetto. Polla-Mattiot si è laureata in lettere antiche all’università  di Torino, specializzandosi in retorica e tecniche della comunicazione, poi è passata senza colpo ferire alla stampa specializzata, occupandosi di bellezza e diventando, nel 1991, vicedirettore di Estetica, mensile di settore dedicato ad acconciatori e altri specialisti e collaborando contemporaneamente alla Stampa per le pagine di moda e lifestyle.
Nel 1993, la svolta arriva per lei con il premio Formenton, che dopo una prima esperienza come stagista alla redazione torinese di Repubblica la fa entrare a Grazia, da dove non la lasciano più andare via. Nel 2000 è caposervizio, l’anno dopo caporedattore, nel 2002 passa all’ufficio centrale. Sua la scelta di aprire il giornale con una rubrica (‘Sette giorni per te’) che cura personalmente, sette appuntamenti o semplici citazioni a metà  tra attualità , impegno e semplice ricerca del bello e del sofisticato. Nel 2004, con Carla Vanni, progetta Easy Shop, un nuovo periodico dedicato agli acquisti che diventa rapidamente una testata autonoma.  Nel 2005, poco prima della nomina a vice direttore per l’attualità , pubblica con Baldini Castaldi Dalai un libro apparentemente lontanissimo dal nuovo incarico, ‘Riscoprire il silenzio’, che in realtà  diventa un piccolo successo editoriale sull’onda della riscoperta delle forme alternative di comunicazione. In precedenza, aveva scritto per De Vecchi ‘Il diario della gravidanza’. Ora toccherà  a lei, col direttore e con una redazione alquanto nutrita, tentare la prossima trasformazione della vecchia e gloriosa testata. Una sfida difficile ma forse non impossibile per la nuova vice direttora, timida e schiva ma determinatissima.

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