Televisione – Rai. Banco di prova di Landolfi

(Prima Comunicazione – numero 351 – Maggio 2005) Il primo banco di prova del nuovo ministro Mario Landolfi per quanto riguarda la Rai riguarda due dossier importanti per il futuro della Rai: la definizione del canone 2005 e il rinnovo del contratto di servizio in scadenza a fine anno. Con la legge Gasparri tutte le decisioni sul canone sono competenza del ministro delle Comunicazioni. Landolfi ha dichiarato di non volerlo aumentare, ma la faccenda non è così pacifica. Perché il canone è legato alla quotazione in Borsa che dopo un veloce avvio è stata messa nel congelatore (la delibera del Cipe per il via operativo del processo, annunciata dal ministro dell’Economia Domenico Siniscalco per aprile, non è stata mai varata) e si sta facendo via via più complicata. Ma nessuno ha detto ufficialmente che la quotazione non si farà . L’incremento del canone è una delle voci decisive per portare la Rai a una redditività  tale da motivare i fondi a comprare le azioni. Tanto che nel nuovo piano industriale, disegnato dal direttore generale Flavio Cattaneo e convalidato dall’advisor Rothschild, è previsto un aumento della tassa sulla televisione di 5 euro nei due anni. Per la privatizzazione la legge Gasparri inoltre impone alla Rai di attuare la separazione contabile tra le attività  di servizio pubblico e quelle commerciali. E la Rai conseguentemente ha elaborato e inviato all’Autorità  per le garanzie nelle comunicazioni il modello di calcolo in base allo schema che era stato indicato dall’AgiCom decaduta di Enzo Cheli. Tutto da vedere se andrà  bene ai nuovi commissari guidati da Corrado Calabrò freschi di nomina.  La separazione contabile implica però che l’ammontare del canone sia commisurato ai costi del servizio pubblico che, secondo le dichiarazioni di Cattaneo alla commissione parlamentare di Vigilanza, risultano ‘significativamente’ superiori ai ricavi da canone. Vuol dire che una quota delle incombenze da servizio pubblico viene oggi finanziata dalla pubblicità . Definite dalla legge Gasparri, le attività  di servizio pubblico possono essere integrate dal contratto di servizio che la Rai negozia con il ministero delle Comunicazioni. E poi, probabilmente, si aprirà  anche il capitolo Rai International.

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Nella foto, Mario Landolfi

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